Rom. Nessuno li vuole ma tutti se li tengono
“Cominceremo a controllare uno per uno gli accattoni ai semafori” parola del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, quando il centrodestra governava il capoluogo lombardo.

Dietro l’annuncio, niente
Come si può constatare, nonostante la pomposità dei proclami, all’atto pratico è cambiato nulla; verrebbe persino da dire che i soli campi rom “sgomberati sono stati quelli dove poi un’impresa edile ha costruito.
Nei suoi proclami De Corato parlava di “controlli a tappeto” e il quotidiano Metro il 18 luglio 2007 titolava: “Da lunedì il comune scheda rom e accattoni”… restano, sullo sfondo, le tante polemiche per la schedatura dei rom proposta dal governo Berlusconi nel 2008, quando ministro dell’Interno era l’attuale governatore di Regione Lombardia, Roberto Maroni. Il comune di Milano, la schedatura, avrebbe dovuto averla fatta già “motu proprio”, invece nulla.
Con la sinistra è peggio, ma non basta
La cosa peggiore è che non solo è cambiato nulla con l’attuale giunta di centrosinistra guidata da Giuliano Pisapia, il quale governa Milano dal 2011, ma adesso la situazione è persino peggiorata nel senso che, dove prima c’era uno zingaro al semaforo, ora ce ne sono tre e, in quel campo dove prima c’era un accampamento, ora se ne vedono cinque.
La sfida per Milano, il test amministrativo più importante del prossimo anno, non sarà importante per vedere chi vince ma per capire se, stavolta, gli elettori assegneranno la vittoria non per gestire l’esistente, ma per cambiare.


E meno male che tutti se li tengono. Altrimenti, causa il fatto che non hanno una patria, l’alternativa sarebbe gettarli in mare o le camere a gas.