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Cecchetti: I Lombardi non hanno un cazzo da divertirsi

Lombardia – Alla fine Renzi è riuscito a tirar fuori una parolaccia e gliela manda il vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia Fabrizio Cecchetti. Non è una parolaccia diretta, ma è di sicuro non è un complimento. Tutte le ragioni sono comunque dalla parte di chi ha risposto in modo duro alle parole di Matteo Renzi. I tagli pesantissimi effettuati dal governo ai fondi per la sanità regionale, ad esempio, hanno profondamente scandalizzato. Anche Roberto Maroni e Roberto Calderoli rispondono duramente al premier su questi argomenti.

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Fabrizio Cecchetti contro Matteo RenziSono pochi i vertici politici delle Regioni che non si sono risentiti della mancanza di rispetto insito nelle parole di Renzi che ha commentato la richiesta di incontro con i governatori delle regioni dicendo: “Adesso con le Regioni ci divertiamo, ma sul serio”. Forse voleva fare il duro o lo spiritoso, ma non esiste capo di governo che non debba fare direttamente i conti con altri capi di Stato ed è chiaro che, oggi, i governatori delle regioni sono dei capi di Governo, che gestiscono territorio ben più grandi e complessi di quelli che abbia mai seriamente governato l’ex sindaco di Firenze. Il vicepresidente del Consiglio della Lombardia non gliele manda certo a dire.

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“Renzi si diverte? Con i nuovi 350milioni di tagli sulla sanità lombarda che si aggiungono ai 750 milioni dello scorso anno, la cosa certa è che sono i cittadini lombardi a non avere un cazzo per cui divertirsi. L’arroganza del premier non ha limiti: cerca di finanziare le sue promesse giocando sulla pelle delle categorie più deboli e fragili come i malati, ridendoci anche sopra. Sta usando tutti i mezzi possibili per annientare le regioni, anche quelle virtuose e prese come modello in tutto il mondo come la Lombardia.”
Il referendum per l’autonomia ormai è irrinunciabile: è il più grande strumento che abbiamo per poter spiegare ai cittadini quali porcate sta facendo il governo e contrastare il disegno di Renzi che mira a riportare tutti i poteri a Roma e cancellare qualsiasi voce contraria alla sua.” sullo scontro Governo-Conferenza delle Regioni sui fondi per la sanità.

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Roberto Maroni nel pomeriggio risponde a Matteo Renzi tramite un comunicato Stampa. “Certo che ci divertiremo. Io mi divertirò, perchè porterò a Renzi le eccellenze della Lombardia, i conti in ordine e zero deficit. E gli chiederò perchè non ha mantenuto la promessa dei costi standard. Aspettiamo che Renzi ci convochi, perchè ancora non l’ha fatto.” Poi ha aggiunto che spera che il prossimo presidente della Conferenza delle Regioni sia “bello vispo.”

Anche Roberto Calderoli ha commentato, su Facebook, le parole di Matteo Renzi. Il vicepresidente del Senato non si fa remore di ricordargli tutti quelli che, da sinistra, si stanno lamentando del suo atteggiamento e delle sue scelte. “Dopo la bocciatura rifilata ieri dai tecnici di Camera e Senato, oggi è la Corte dei Conti a stroncare senza possibilità d’appello la manovra economica di Renzi: i tagli annunciati sono in realtà solo spot elettorali, perché non hanno alcuna copertura e fanno ricadere i problemi, aggravandoli, sugli anni a venire; inoltre come denunciato da amministratori locali anche di sinistra, come Chiamparino, questa manovra finanziaria obbligherebbe le Regioni ad aumentare la pressione fiscale sui cittadini, per poter garantire loro l’erogazione dei servizi essenziali. Insomma, un fallimento su tutti i fronti della politica economica dell’esecutivo e uno smascheramento delle solite promesse del premier.

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Se a fare una figuraccia simile fosse stato un governo di centrodestra, la notizia avrebbe guadagnato le aperture di tutti i tg e i giornali, con la richiesta di dimissioni, manifestazioni di piazza e chissà cos’altro da parte del Pd. Mi sembra quindi il minimo che Renzi prenda atto del proprio fallimento e si faccia da parte; domenica avrà la dimostrazione che non è solo la Corte dei Conti ma sono i cittadini italiani e tutte le categorie professionali ad averne piene le scatole delle sue bugie, e dalla moltitudine presente a Bologna partirà finalmente la liberazione dal governo delle tasse e dell’invasione.”

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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