Il Vaticano mette i clandestini tra Matteo Salvini e il governo Renzi

Nuncio galantino, lectio degasperiana

Siamo sicuri che il sostegno all’immigrazione clandestina sia davvero un atteggiamento cristiano? In questi ultimi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori. Gli scontri fra esponenti del Vaticano, il vicesegretario della Cei Nunzio Galantino in primis, e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini hanno raggiunto vette che non erano state raggiunge dal 1992, quando Irene Pivetti, Lega Nord, diede il via ad una raccolta firme contro l’arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini. Umberto Bossi la sconfessò, ma quelle sconfessioni facevano parte delle sue strategie. Il motivo del contendere fra lega Nord e Vaticano era lo stesso di oggi. No, non l’accoglienza agli immigrati, ma i finanziamenti, l’appoggio al governo in carica ma in via di cedimento, e i vescovi che fanno politica. Infatti, nonostante alcuni vescovi si nascondano dietro al principio evangelico del “ero straniero e mi avete accolto”, è piuttosto chiaro che l’amore per il prossimo del comandamento evangelico “ama il tuo prossimo come te stesso” dovrebbe spingere la Chiesa a lottare con tutte le sue forze contro gli scafisti e contro il trasferimento, coatto e truffaldino, dei clandestini in Italia. Trasferimenti che, da contratto, prevedono l’omicidio consapevole e crudele di una grande fetta dei deportati, già durante la traversata, e la morte sociale per chi riesce a sopravvivere. Invece, succede il contrario. Perchè?

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Irene Pivetti, ex lega, La Pivetti e la raccolta firme contro il cardinal Martini

Grazie al cielo esistono Google e wikipedia. Meno male che tanti quotidiani hanno pubblicato su internet i loro archivi. Sono di grande aiuto quando si cerca un’ informazione che il cervello si ostina a fornire incompleta. Anche nel 1992 fu il Vaticano a cominciare a litigare, come oggi. La lega Nord parlava di autonomia e il Vaticano lanciò le sue stigmate contro i “particolarismi” che non esprimevano generosità e invitava a non votare per chi li proponeva. Il governo Andreotti, l’ultimo del pentapartito, stava cedendo. Si erano aperti gli scrigni di tangentopoli, e come sempre il Vaticano corse in soccorso del suo alleato, erogatore di favori e finanziamenti. Umberto Bossi fu un po’ diabolico nei loro confronti: mandò avanti Irene Pivetti, che promosse una raccolta firme contro l’arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini. Si sosteneva anche che i milanesi potevano scegliersi il vescovo da soli, (che è vero, ma non è nella prassi odierna). Bossi le fece piantare un “caso” e poi la sconfessò, dicendo che aveva esagerato. Però, mentre cercava la conciliazione con la Chiesa dopo la lite, dava ampio spazio a tutte le aggregazioni religiose e culturali che in un qualche momento storico, recente  passato, avevano perso delle battaglie politiche contro il Vaticano: coalizzava, insomma, tutti i nemici del suo avversario: dai valdesi ai lefevriani, dal paganesimo al panceltismo, dava via libera alla creazione di associazioni di cattolici alternative, alcune volte un po’ improbabili; si tornò a parlare della Vandea. L’effetto fu devastante per il Vaticano: era la prima volta, dopo decenni di incontrastato dominio politico, che qualcuno osava rispondere davvero ai suoi attacchi. Il Pci, con tutto il suo laicismo e ateismo, su questo terreno è sempre stato perdente. Bossi, invece, punzecchiava i suoi “vescovoni” in tutti i modi, li irritava toccando i loro punti più deboli, li prendeva in giro, e istigava i militanti leghisti a esporre pubblicamente i preti che facevano politica dal pulpito. Di lì a poco, il governo cadde sotto il peso di tangentopoli, seguito da un governo tecnico: quello di Ciampi. Le liti fra Vaticano e Lega Nord continuarono fino al 1994, quando la coalizione con Forza Italia portò la Lega Nord al governo. A quel punto le cose cambiarono. Le forze di governo sono il rubinetto, e il Vaticano lo sa.

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Matteo SalviniStessa vecchia strategia del Vaticano contro il nuovo stile di Matteo Salvini

I confronti fra gli stili politici di Umberto Bossi e di Matteo Salvini non avvengono solo all’interno della Lega Nord. Il Vaticano sembra rimpiangere le strategie di Umberto: penso che preferisse le le sue punzecchiature. Sostenere il confronto praticamente giornaliero con i ritmi di Matteo Salvini li ha portati a perdere la testa. Dal democristiano attacco senza far nomi, mirato a sostenere il governo in carica e a denigrare i nemici dell’amico senza esporsi troppo, sono passati all’insulto diretto, prima nei confronti di Matteo Salvini e poi contro la loro stessa fonte primaria di sussistenza: il governo Renzi. Ancora peggio. Renzi e il Pd se la sono legata al dito. Fanno gli offesi. Quello del Vaticano sembra un atteggiamento da “topolini che abbandonano la nave che affonda”. Il Vaticano cerca di rimediare: “insulti si, ma con intenti evangelici”, sembrano giustificarsi ma il danno è fatto. Matteo Salvini chiude la polemica con loro, dimostrando saggezza politica e di saper condurre il gioco: “non attacco il Vaticano tanto per attaccarlo” e poi passa all’organizzazione della grande serrata di novembre, in cui vuole coinvolgere tutti, al di là dei colori politici, per ottenere di andare a votare alle politiche per la prossima primavera. Scatena, così, un altro terremoto politico, in cui i vescovi non hanno spazio. Il vaticano è passato dall’essere punzecchiato e irritato dalla Lega Nord, all’esserne surclassato e liquidato con un ” non rompere le scatole ai sindaci”. Non lo accettano e continuano imperterriti sulla strada di attacchi che, per i cattolici normali, i fedeli, sono piuttosto imbarazzanti.

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Nuncio galantino, lectio degasperianaCosa c’entrano, in tutto ciò, le politiche migratorie, il valore dell’accoglienza ai clandestini, fede e morale?

Nulla. Accoglienza e politiche migratorie non c’entrano nulla e neppure religione e solidarietà umana. L’assistenza alla torma di clandestini è solo il business del momento. Renzi vuol finanziare quello e il Vaticano si adatta a sostenerlo, pur di avere la sua fetta, e ne trova le giustificazioni all’interno del composito messaggio cristiano, estrapolando ciò che gli serve per comporre un sistema comunicativo che convinca i fedeli ad appoggiarlo. Un lavoro al contrario. Si adatta la domanda di servizi ai bandi emanati dal governo invece di chiedere di emanare dei bandi che finanzino la prestazione dei servizi necessari. Se al posto del governo Renzi ci fosse un governo che finanzia chi sostiene i pensionati e i poveri italiani, ed emana bandi di finanziamento in tal senso, caritas, gesuiti, Cei e Vaticano aprirebbero case, conventi e scuole ai pensionati, alle famiglie e ai poveri italiani e troverebbero tutte le giustificazioni necessarie al cambio di rotta. Un Vaticano così non è un avversario politico: è solo una distrazione estiva. Non vale la pena neppure di rispondere agli insulti. Il vero obiettivo dell’attacco della Lega nord e di Matteo Salvini sono il Governo Renzi e il possibile governo tecnico che il presidente Mattarella potrebbe scegliere per il dopo Renzi, nel tentativo di salvare il salvabile e arrivare al 2018. E il segretario della Lega nord fa bene ad andare per la sua strada, perchè se la sua gente gli dice: “Matteo, mandiamo a casa Renzi” il suo dovere di amministratore pubblico di politico, e di segretario di partito, è quello di trovare la strada per ottenere ciò che gli chiede il popolo. Matteo Salvini è un populista, mica un buonista anticlericalista radical chic.
(fonte foto: commons.wikimedia.org/wiki/File:Irene_Pivetti_sezione.JPG; composizione screenshot ; ansa)

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti 5289 Articoli
Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Editor Specialist

3 Commenti

  1. è evidente che se non ci fosse un guadagno derivante dall’immigrazione, la Chiesa non la sosterrebbe: la Chiesa, e dico purtroppo, trae guadagno dall’accoglienza e questo lo ritengo grave e intollerabile.

    nell’articolo si nota che monsignor Galantino ha attaccato “senza far nomi”: vero, inizialmente ha fatto proprio così e questo è inaccettabile poichè contrario ai principi evangelici laddove si censura il “tirare il sasso e nascondere la mano” e laddove sta scritto (Mt5, 37) “il vostro parlare sia: Sì, sì, no, no”: cioè, appunto, “parlate chiaro”.

  2. la chiesa sta andando in deriva!!!! si sta autodistruggendo!!!! con certi personaggi!!! vescovi e cardinali……appartenenti alla c.e.i. con questi fatti odierni!!! clandestini e affini!!! la chiesa si sta mettendo di traverso per i loro interessi!! contro il popolo italiano!! ritorni alle origini con le parole e fatti!! come gesu’a insegnato!!!! w l’italia- w la lega nord!!!

  3. A Franz vorrei dire che tra i vari evviva si dimenticato di quello alla padania. E questo dovrebbe essere grave per un leghista. O non più?
    A Roberto Colombo vorrei dire che nei Vangeli ci sono tante altre citazioni che contrastano in modo palese ed inequivocabile con il suo pensiero me se ne guarda bene dal ricordarle. Troppo facile citare solo quello che serve per propinare una tesi e trascurare tutto il resto..
    Buona serata a tutti!

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