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I capannoni ex Bertola tra fallimento e debiti con Ossona

I capannoni della ex Bertola sono tornati alla ribalta e hanno attirato nuovamente l’attenzione  a causa dei fatti che si son susseguiti nel giro di pochi giorni, anzi di poche ore.

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Si tratta di questioni preoccupanti che coinvolgono  l’intera comunità di Ossona.  Giovedì pomeriggio, alcuni operai non meglio identificati al momento, hanno tolto dal tetto dei capannoni Bertola nella zona in cui avrebbero dovuto esserci i pannelli fotovoltaici del conto Energia in capo della Mondial Green  Energy. Questa ditta, da quel sappiamo in questo momento, non dovrebbe essere coinvolta nel fallimento Bertola, ma non sappiamo neppure se i pannelli erano ancora suoi, oppure se fanno capo al fallimento.

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Quella delle proprietà della Bertola rimane uno dei misteri più ingarbugliati di tutti quelli che sono capitati negli ultimi anni. Migliaia di documenti che si intrecciano e che vanno esaminati uno a uno per riuscire a ricostruire quali beni possono essere utilizzati per restituire il dovuto agli operai e agli impiegati che sono rimasti per mesi e mesi senza stipendio pur lavorando, oppure a piccoli trasportatori e agli altri debitori che a causa della vicenda Bertola si sono visti rovinare economicamente.

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Il debito dei capannoni Bertola verso il comune di Ossona

Tra  grandi debitori della Bertola c’è anche il Comune di Ossona cui Bertola non ha versato il dovuto in tasse per parecchio tempo. Ad occhio e croce, il fallimento Bertola dovrebbe dare al comune di Ossona almeno 450mila euro, più naturalmente il conteggio degli oneri di urbanizzazione delle ultime costruzioni che nessuno ha mai saputo dire se sono stati assolti e soprattutto se sono stati congrui. Un danno incredibilmente grande per un piccolo comune come Ossona.

Per tornare al tema delle proprietà, nell’ultimo bilancio Bertola reso pubblico, che è del 2013 ma è relativo al 2011, risulta che i capannoni sono proprietà di un’azienda di leasing. I dubbi sulla loro disponibilità diventano maggiori: saranno delle banche? Saranno delle aziende ex Bertola e quindi disponibili per i risarcimenti del fallimento? I curatori del fallimento e chi cura gli interessi dei debitori ha il suo bel daffare.

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Non si sa neppure se i capannoni sono ancora agibili e se andranno abbattuti, perchè andrà analizzata la situazione e gli obblighi nati nel modo in cui il mostro rosso è stato costruito, cioè con sportelli unici per l’ampliamento del 30% delle attività produttive. Infatti la legge che ha regolato la loro costruzione era stata fatta per le attività di produzione e in quei capannoni, persino in quello originale della ex omino di ferro da quando è diventato di proprietà della ex Bertola, non è mai stato prodotto nulla, non un solo oggetto, ma sono stati effettuati solo servizi e attività commerciali.

L’amministrazione di Ossona dovrebbe fare delle indagini approfondite sulla natura della proprietà, per stabilire quale dovrà essere il destino dei capannoni, interpellando degli avvocati esperti, cosa che sarà obbligata a fare per non dover rispondere a delle possibili mancanze davanti alla Corte dei Conti. Il pasticcio è tale, infatti, che si potrebbe commettere un reato anche solo pensando di favorire l’installazione,  in quei capannoni, di una bancarella di cavolfiori.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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