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Tragedia a Casorezzo: il dramma del dolore e la scelta della fine

Ci sono argomenti difficili di cui parlare e su cui ognuno ha la sua visione intima e che è giusto non giudicare mai. Oggi pomeriggio una tragedia ha toccato una famiglia di Casorezzo, residente in via Pascoli.

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Tragedia a Casorezzo: il dramma del dolore e la scelta della fineLa decisione di parlarne sta nel speranza di dare un piccolo sollievo  a chi rimane sulla terra, anche da lontano. Una donna di circa 50 anni,  madre di una figlia e malata di cancro da molti anni, è stata trovata morta dal marito  nella loro abitazione. L’uomo ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono interveniti i carabinieri della compagnia di Legnano e l’ambulanza con i paramedici,  il cui medico non ha potuto fare altro constatare il decesso della donna.
La famiglia si è quindi sentita dire che era finita, che aveva vinto il tumore e che non avrebbero passato gli ultimi mesi a consolare N. nella speranza che potesse succedere un miracolo che concedesse loro un po’ di più di tempo. N. è giunta al punto della sua battaglia  in cui si capisce che non c’è più la speranza di riuscire a battere il nemico. Quel nemico su cui ormai nessuno può più dire bugie. Ha fatto un scelta. Una scelta basata sul dolore, sul non farcela più, sul vedere il proprio futuro senza uno sbocco, e sul non voler vedere la propria sofferenza riflessa sul viso di chi amava. Forse anche sul desiderio di non lasciarsi dominare dal destino.

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Ci sono persone che dicono che, nel caso capitasse a loro, farebbero la stessa scelta; altri invece che preferirebbero sfruttare ogni secondo che resta a loro disposizione, in qualunque condizione. Un tempo la forza di affrontare la malattia e la morte ce la dava la certezza della fede. Più si soffriva più grande era il premio che ci aspettava. Si passava ugualmente un calvario. Oggi che la fede non è più così una certezza così forte, si fa una scelta forse più consapevole, ma anche più dolorosa per i malati e per chi sopravvive loro.  Forse anche una scelta fatta troppo presto. In questi casi, però, si va oltre il giudizio. Non si può dire cosa sia giusto e cosa non lo sia, forse non esiste nemmeno il concetto di giusto o non giusto in questo caso, e non si può dire dove arriverà la comprensione di Dio che è l’unico che potrà capire.

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Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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