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Fecondazione Eterologa: la Conferenza delle Regioni si esprime a favore

Fecondazione Eterologa: la Conferenza delle Regioni si esprime a favoreNella riunione odierna della Conferenza delle Regioni è stato approvato un documento a favore della fecondazione eterologa e si è discusso di città metropolitane Alla conferenza hanno partecipato i presidenti delle Regioni e quelli delle provincie autonome di Trento e di Bolzano, e all’ ordine del giorno c’era sia la discussione sulle norme da proporre in modifica della legge 40 sulla fecondazione artificiale sia un documento a proposito dell’attuazione delle regole sulle città metropolitane.

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Per quello che riguarda la fecondazione artificiale, il documento propone al parlamento di permettere la fecondazione eterologa in convenzione con il servizio sanitario nazionale purchè sia praticata su donne che sono ancora in età fertile cioè entro i 43 anni di età, vieta anche la possibilità, da parte dei novelli genitori di scegliere il fenotipo del nascituro, ma contemporaneamente il documento dice che il fenotipo scelto dovrà essere il più possibile vicino a quello dei genitori, in quanto la fecondazione artificiale è un progetto di aiuto alla genitorialità tramite l’induzione della gravidanza e non deve avere aspetti che possano richiamare l’eugenetica.

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Perché queste nuove linee guida sulla fecondazione eterologa siano applicate,  serve però l’approvazione di un legge da parte del parlamento. In questo momento sarebbe, per governo e maggioranza parlamentare, un rischio troppo grande: difatti la componente cattolica del governo, specialmente quella degli ex margherita e quella degli appartenenti ai movimenti cattolici, potrebbero non gradire una modifica della legge 40 a favore della fecondazione eterologa, dopo che hnno condotto per anni la battaglia per consentire la sola fecondazione omologa, che avviene cioè all’interno della coppia sposata e senza donatori esterni.

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La fecondazione eterologa pone poi un grosso punto di domanda per il futuro: quanti saranno i genitori che non diranno ai loro figli di averli avuti con il seme o l’ovulo di un donatore? E quando questi figli si troveranno dei compagni, quante saranno le possibilità che incontrino e abbiano a loro volta dei figli con un loro consanguineo, magari figlio dello stesso donatore?

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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