Expo: condanna a 6 mesi per Beppe Sala sindaco di Milano

La condanna è commutata in sanzione pecuniaria di 45mila euro. Sala era accusato di falso ideologico e materiale

I documenti sono stati firmati il 31 maggio 2012, ma la data sugli atti era quella del 17 maggio. Il sostituto pg ha contestato a Sala di aver commesso un falso sapendo di farlo. “È assolutamente inverosimile che qualcun altro abbia potuto assumere senza l’approvazione di entrambi (Sala e Paris) una decisione così grave, quale quella di retrodatare gli atti incriminati”. Questo ha detto il sostituto procuratore generale Massimo Gaballo, il quale ha poi definito “fantasiosa” l’ipotesi di un errore materiale nella redazione del primo atto.

La genesi del processo

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Per l’avvocato Salvatore Scuto, difensore del sindaco Sala, rimane un dato non superato il fatto che Sala non può essere smentito da testimonianze. Quando dice di non aver mai avuto consapevolezza della retrodatazione è credibilissimo e nessuno, tra funzionari e avvocati, può dire di averlo avvisato, e questo è un dato certo che viene ignorato”. Il processo nasce dalle informative della Guardia di finanza allegate all’inchiesta della procura milanese sulla Piastra. Si era conclusa con una richiesta d’archiviazione, respinta alla fine del 2016 dal gip e, in seguito, la procura generale aveva avocato il fascicolo. Nasceva così una seconda indagine con l’iscrizione di Sala tra gli indagati, nel 2017. Expo risale al 2015.

Secondo l’accusa, Sala, manager dell’azienda che stava preparando l’Esposizione Universale del 2015. Avrebbe retrodatato gli atti di nomina di due componenti su cinque della commissione che doveva assegnare l’appalto per la Piastra. Si trattava della gara più ricca di Expo, poi vinta dalla ditta Mantovani con un grande ribasso. Secondo la ricostruzione della procura generale, il pasticcio emerge quando i vertici di Expo si accorgono della potenziale incompatibilità di due membri di questa commissione, che si era già riunita una volta il 18 maggio 2012. Per risolvere il problema, Sala e i suoi collaboratori (Angelo Paris e Carlo Chiesa) avrebbero deciso di scrivere due atti (siglati da Sala) che annullavano quelli precedenti, aggiungendo due commissari supplenti, in sostituzione dei due incompatibili. L’obiettivo era mettersi al riparo da eventuali ricorsi e fare in modo che la macchina di Expo potesse procedere senza intoppi.

Pier da Milano
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Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt. Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro. Seneca

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