Con il comunismo è finita, finalmente

Polonia – Ogni tanto è bello mettere una pietra sopra e dichiarar morto un regime. E’ quello che sta facendo la Polonia. Eliminerà tutti i monumenti all’armata rossa che richiamano al comunismo

lenin-4-324x258 Con il comunismo è finita, finalmente Politica Prima Pagina   La Polonia non ne lascerà in piedi uno solo. Tutti i 229 monumenti celebrativi del periodo sovietico del paese saranno eliminati dagli spazi pubblici. Non saranno però distrutti ma trasferiti in un parco a Borne Sulinowo, nord ovest del Paese. Il parco è uno dei luoghi dove le truppe sovietiche restarono più a lungo, circa 50 anni. Quindi saranno dimenticati là, messi in naftalina. Un metodo deciso per tagliare i ponti con un regime quello della ExURSS di Stalin e di Lenin, che ha dato moltissime sofferenze al popolo polacco.“Non ci sono motivi per cui i monumenti alla memoria dell’Armata Rossa, che per due volte ha invaso il Paese (nel 1920 durante la guerra polacco-bolscevica e nel 1939 di concerto con la Germania), e che e’ responsabile di numerosi crimini dopo la guerra, siano glorificati”. Pawel Ukielski, presidente aggiunto dell’Ipn, Istituto polacco della memoria nazionale, ha commentato così l’iniziativa.

Ripulire la Polonia dal comunismo

L’iniziativa di ripulitura della Polonia dalle ideologie nazicomuniste fa parte delle politiche culturali intraprese dal PIS; il partito conservatore polacco che ha vinto le elezioni lo scorso anno. Lo scopo, dicono, è quello di eliminare tutte le tracce del comunismo ancora visibili, però Ukielski, ha aggiunto che “Non si tratta di monumenti eretti nei cimiteri. Le tombe dei soldati sovietici caduti in guerra continueranno a essere protette dallo Stato polacco con il più grande rispetto”. In Polonia l’apologia di comunismo è reato dal 2009.

Dovremmo prendere esempio. Anche se ha preso piede  in Emilia e Toscana, in Italia il comunismo è stato uno dei più gravi problemi che hanno gravato il paese. La rottamazione ideologica del comunismo l’ha finita Renzi. Era iniziata con l’inserimento della Margherita ( democrazia cristiana di sinistra) nel vecchio PCI. Ora però bisognerebbe  eliminare la simbologia come quelle stucchevoli magliette rosse con la stampa di Che Guevara. Sarebbe davvero ora di metterle in un sacco, sopra l’armadio, insieme ai pantaloni a zampa di elefante, alla kefia e alle bandiere con le stelle 5 punte dei partigiani. Ormai hanno stancato tutti, anche al punto di vista del trendy. (Fonte: imolaoggi)

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2355 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.

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