Racconti a puntateFamiglie e bambiniMagazine

L’alibi del Nitro: anatomia di una violenza giustificata

Marta non si mosse dalla sedia. Lo sguardo era fisso sul coltello che Giulio aveva appoggiato sul tavolo di MARMO, un oggetto estraneo e mostruoso in quella cucina che per anni aveva profumato solo di DETERSIVI e cene consumate in fretta. Veronica era rannicchiata in un angolo, le braccia strette intorno alle ginocchia, gli occhi gonfi di lacrime ma, per la prima volta dopo mesi, non più sfuggenti. Il terrore dell’aggressione subita allo Scalo stava lasciando spazio a un calore sconosciuto: la certezza di non essere più sola.

Inserzioni

Giulio si sedette. Le mani gli tremavano ancora per l’adrenalina, ma il peso enorme che gli aveva schiacciato il petto sembrava essersi ridotto. “Hanno la mia età, mamma,” disse con voce roca, riferendosi ai ragazzi della gang del Nitro. “Hanno rabbia, coltelli e nessuna direzione. Potevo essere uno di loro stasera.” Marta allungò la mano e coprì quella del figlio. “Ma non lo sei. E non lo sarai.”

Inserzioni

Fu in quel momento che la porta di casa si aprì. Marco entrò barcollando leggermente, l’odore di alcol e di profumo a buon mercato che lo precedeva. Aveva il sorriso ebete di chi crede ancora di vivere un sogno romantico, ma le scarpe infangate e lo sguardo lucido tradivano una realtà ben diversa. Aveva appena firmato, su insistenza di Elena e sotto lo sguardo minaccioso di Luca (presentato come un “semplice cugino”), un prestito a proprio nome per finanziare un fantomatico progetto imprenditoriale. Era convinto di volare alto, di aver finalmente spezzato le catene di una vita borghese e noiosa.

Inserzioni

“Cosa succede qui? Sembra un funerale,” esclamò Marco, cercando di mantenere un tono gioviale che suonò solo ridicolo. “Ancora a fare i musoni? Vi ho detto che sto costruendo un futuro, anche per voi!” Marta si alzò, non con la rabbia distruttiva dei mesi precedenti, ma con una dignità d’acciaio. Non urlò. “Il futuro lo stiamo costruendo noi, Marco. Senza di te. Quello è il telefono di tua figlia, recuperato da Giulio allo Scalo, dove una banda di ragazzini l’ha aggredita. E questo sul tavolo è il prezzo che stavamo per pagare per la tua assenza.”

Marco guardò il coltello, poi il viso spento di Veronica. Per un secondo, una crepa sembrò aprirsi nella sua maschera di eterno ragazzo. Ma l’illusione era troppo comoda, il rifiuto di crescere troppo radicato. “Esagerate sempre… Veronica deve imparare a difendersi, il mondo è duro! E Giulio fa sempre il tragico…” balbettò, facendo un passo indietro verso la porta, incapace di reggere il peso della propria inadeguatezza. «Esci, Marco», disse Marta, indicando la porta. «Torna dai tuoi nuovi amici, quelli che ritieni così stimolanti e meno “musoni” della tua famiglia. Ti arriveranno le pratiche per la separazione in tempi brevissimi. E della tua Elena e del suo compagno se ne occuperà la polizia».

A quelle parole, il sorriso ebete di Marco si spense all’istante. Aggrottò la fronte, stringendo i pugni; la rabbia di chi non vuole accettare la realtà cominciava a dipingersi sul suo volto. Ma Marta non gli lasciò il tempo di replicare.

«Certo, per te è comodo così», incalzò lei, con una fermezza che non ammetteva repliche. «Il tuo “divenire” è bellissimo, mentre noi dovremmo stare zitti e subire questa umiliazione. Adesso le cose cambiano: o te ne vai tu, o ce ne andiamo noi. Ma sappi che se usciamo da quella porta per te è finita, e andiamo dritti in questura a sporgere denuncia. Questo ti costringerà ad andartene comunque. Visto che te ne devi andare in ogni caso, scegli tu se farlo con le buone o con una pattuglia alla porta».

Marco la fissò, disarmato dalla lucidità di quella donna che non riconosceva più. Capì che lo spazio per le sue scuse infantili era esaurito. Senza dire una parola, raccattò alla rinfusa le sue cose ed uscì di casa, chiuse il portone alle sue spalle, stringendo tra le mani i pochi vestiti infilati alla rinfusa in un borsone. Camminava a testa bassa verso la macchina, ferito nell’orgoglio e terrorizzato dall’idea di aver perso tutto, ma soprattutto incapace di scorgere il filo invisibile che collegava il suo fallimento a quello del ragazzo che governava quelle strade.

Mentre Marco metteva in moto per andare a bussare alla porta del fratello, poco più in là, sotto i lampioni gialli dello Scalo, il Nitro finiva il suo giro. Aveva ancora le mani ruvide per la calce del cantiere e i muscoli tesi, ma nei suoi occhi c’era la solita freddezza annoiata. Aveva appena incrociato Leo e la gang; sapeva perfettamente chi fosse Elena e conosceva i traffici sporchi che la donna portava avanti con Luca. Nello Scalo nulla sfuggiva al Nitro.

Per il Nitro, l’uscita di scena di Marco non era che l’ennesima conferma del suo cinico teorema sulla vita: gli adulti sono deboli, ipocriti e scappano. Vedere quel cinquantenne borghese ridotto a un fantasma, svuotato della sua dignità da una truffa sentimentale e cacciato da una moglie, alimentava il suo profondo disprezzo per la figura paterna. Suo padre aveva distrutto la famiglia con i pugni e il sangue; il padre di Giulio e Veronica l’aveva distrutta con l’egoismo e l’assenza. Agli occhi del Nitro, la sostanza non cambiava: i padri abbandonano sempre le loro macerie.

Ed è proprio in questa crepa che le loro storie si saldarono. L’allontanamento di Marco lasciò nella casa di via del Marmo un vuoto enorme, fatto di debiti, stanze fredde e un profondo senso di abbandono che colpì Veronica dritto al cuore. Quella notte stessa, mentre suo padre cercava un letto dal fratello, Veronica guardava fuori dalla finestra, desiderando ardentemente di possedere la stessa spietata indifferenza del Nitro per smettere di sanguinare dentro. Senza saperlo, Marco, voltando le spalle alla sua famiglia per inseguire un’adolescenza tardiva, aveva appena consegnato sua figlia quindicenne al fascino oscuro dell’unico ragazzo che dell’assenza di un padre aveva fatto la sua corazza più letale.

Inserzioni
Scegli CO Notizie tra le tue fonti preferite su Google
Se leggi spesso le nostre notizie, puoi indicare a Google che CO Notizie è una delle fonti di cui ti fidi. In questo modo potrai trovare più facilmente i nostri articoli tra le Notizie principali e nelle ricerche pertinenti.
Aggiungi CO Notizie alle tue fonti preferite
Il link apre direttamente la pagina ufficiale di Google dedicata alle Fonti preferite.
Avatar photo

Eliana Mereghetti

Segretario cittadino, Ossona, di Azzurro Donna, Forza Italia, e presidente di Adel, Associazione Donne Eternamente Libere.

Commenti, repliche e rettifiche. Scrivi qui quello che hai da dire