Guerra Ucraina Russia. Sono più di 30 anni che combattiamo tutti la stessa guerra

Guerra fra Ucraina e Russia. Solo un paio di settimane fa leggevamo sui canali Telegram e su alcune pagine Facebook dedicate all’argomento che negli ultimi anni l’economia delle due repubbliche di Donetsk e di Lugansk stava fiorendo, che erano nate nuove fabbriche ed era in atto una crescita economica notevole. Nella foto, una cartina geopolitica del 1996.

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Gli scontri con l’Ucraina erano confinati ad una linea di fronte ridotta, nelle campagne che dividevano la città di Mariupol dai confini con le zone sotto il controllo di Donetsk ed erano blandamente osservate dai membri dell’osce che avrebbero dovuto controllare se vi erano violazioni agli accordi di Minsk presi dopo quanto successo a Kiev, in piazza Maidan, nel 2014.

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Non penso che, a chi fino a qualche giorno fa non aveva idea dell’esistenza delle due nuove piccole repubbliche, sia ancora molto chiaro quello che è successo. Val la pena di chiarire alcuni particolari, in modo molto generale. Si parte dagli anni 90 del secolo scorso, con la caduta del muro di Berlino e la conseguente lenta dissoluzione dell’impero dell’URSS.

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Due parole di storia: L’URRS

L’Urss era una confederazione di stati, tutti potenzialmente autonomi, nata sulle ceneri dell’impero russo. La costituzione dell’URSS era formata da una serie di stati confederati con la Russia che a loro volta erano confederati con quelli che in Europa chiamavamo Stati satellite. Yugoslavia, Romania, Polonia, Ungheria, e tutti i paesi che si trovavano ad est della Germania est, compresa, a parte metà della città di Berlino, divisa dai soviet da un grande muro.

La differenza fra la confederazione e la federazione è in un solo fatto. In caso di richiesta di indipendenza di uno degli Stati che compongono la confederazione votano per lo scioglimento dell’accordo solo i cittadini dello stato che vuol uscire dal patto. In caso di federazione votano tutti i cittadini che compongono la federazione. L’URSS, quindi, sulla carta, era molto democratico. L’impossibilità di esercitare i diritti della costituzione era data dall’economia.

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impara a cambiare

Negli 80 anni di comunismo l’economia era stata centralizzata ed era stata creata una forte interdipendenza specifica nelle produzioni di beni tra uno stato e l’altro. Ad esempio: se l’Ucraina produceva scarpe poteva importare le suole solo dalla Russia, che a sua volta poteva avere il cuoio solo dalla Georgia. Lo stretto controllo economico centrale era la forma di coercizione dell’impero sovietico.

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La dissoluzione dell’Unione Sovietica non si è ancora conclusa e quello cui assistiamo è un tentativo di riassestamento, che riguarda molto da vicino anche la situazione Europea. L’Ucraina fu divisa fra Polonia e Russia fino alla rivoluzione d’ottobre del 1917, quando divenne indipendente e aderì alla nascente confederazione dell’ Unione sovietica. Ci sarebbe molto da raccontare, quindi consiglio una pagina di wikipedia, contando sulla sua imparzialità, per approfondire.

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Per farla breve, per la maggior parte degli Ucraini, divisi da molto tempo, l’orgoglio di essere Ucraini viene prima di qualunque altra cosa, e l’odio per l’impero russo ha radici profonde e spesso giustificate. Non per tutti però, perchè in alcune delle parti dello stato ucraino erano di lingua cultura russa. Parliamo della Crimea e del Basso Don, quelle pianure dove scorre l’ultimo pezzo del grande fiume russo, prima di gettarsi nel mare di Azov.

Sono nazisti? No, ma nella contrapposizione fra nazismo e comunismo visto dalla loro parte di quel che in Europa si chiamava Cortina di ferro, essendo stati sotto i comunisti per troppo tempo, i ribelli a quel sistema, i partigiani, sono ovviamente di destra. Qua i ribelli usano il pugno chiuso, da quella parte del mondo i ribelli usano la mano alzata e il saluto romano. In Ucraina non è esattamente un saluto romano: usano la mano destra chiusa a pugno e tenuta sul cuore. L’effetto di forza e determinazione è identico.

Il 2014

I governi ucraini che sono succeduti nel tempo non hanno brillato per onestà. La corruzione è diffusissima, esiste un mercato nero molto marcato derivato dalle imposizione economiche dei soviet, e hanno, anche adesso, la tendenza a risolvere i problemi con la forza invece che con la testa. Sistema di soluzioni dei problemi che condivide con i russi. Nel 2014, dopo che il governo ucraino proibì l’uso della lingua russa nei territori di cultura russa, Crimea e Basso Don questi dichiararono l’indipendenza e si appoggiarono alla Russia. Il 7 aprile 2014 l’80% degli abitanti del Basso Don votarono per la secessione dall’Ucraina e il 24 novembre votarono per i nuovi governi.

E’ interessante notare che anche se Federica Mogherini, alto commissario europeo e, prima, ministro del Governo Renzi, dichiarò illegale il voto nelle due repubbliche di nuova costituzione, appoggiando il Governo Ucraino contro gli interessi della Russia, in questi anni l’Italia si è resa dipendente dalla Russia per una serie di materie prime essenziali, fra cui il gas.

E’ interessante anche notare che è come se ci fossero due stanze indipendenti. In una ci sono le persone normali, le loro vite, il diritto a non essere bombardati e uccisi, le loro difficoltà giornaliere, la loro sofferenza e la loro voglia di libertà. Sono persone di cui importa solo alle persone che sono come loro, in qualunque paese e che non farebbero la guerra a nessuno. Dall’altra c’è la stanza del potere, dei grandi affari, dei capi di stato. I secondi prendono decisioni in base ad interessi che vedono solo loro e le conseguenze orribili le subiscono le persone normali.

Mariupol e la Russia

E’ indiscutibile che la gente di Donetsk e di Lugansk, come quella di Crimea, che ha votato per l’indipendenza dall’Ucraina, ha diritto ad auto amministrarsi e di parlare la lingua che preferisce. Diversa è la situazione della città di Mariupol che invece è abitata da ucraini. Era abitata. Oggi i russi hanno dato un’ora ai civili per lasciare la città. Dalle 9 alle 10. Lo chiamano corridoio umanitario. Poi probabilmente la città sarà distrutta. Non riesco ad immaginare chi possa essere rimasto a Mariupol, forse gli anziani che non vogliono lasciare la loro casa.

La situazione di Mariupol è quella che mostra come l’interesse della Russia non sia quello di garantire la libertà dei popoli del basso Don. Mariupol infatti si trova fra Donetsk e la Crimea. Un pezzetto di terra di cui la Russia vuole il controllo e non importa se li ci vivono degli Ucraini e non dei russi.

Putin non è il salvatore degli indipendentisti e delle nazioni senza stato

Putin è stato utile alle repubbliche del Donetsk e del Lugansk, ma non è il salvatore delle patrie altrui. Se lo fosse si sarebbe fermato sui confini delle due repubbliche, non avrebbe bombardato Mariupol e non avrebbe attaccato Kiev. Quando dice che vuole che l’Ucraina sia neutrale si riferisce al rispetto di accordi che l’Ucraina aveva con la Russia. Il ragionamento che fa è: “se non li rispetti, te li faccio rispettare a forza”. Si riferisce al governo ucraino, ma bombarda e uccide la gente normale.

Sa perfettamente che gli ucraini di Kiev odiano i russi, che non sono lo stesso popolo, e che lì troverà sempre una resistenza. Però vuole ricacciare indietro gli americani della Nato, il più lontano possibile dai suoi confini e vuole che fra la Nato e la Russia ci siano degli Stati che siano sotto il controllo politico della Russia, che ha bisogno di sicurezza.

Anche la gente d’Europa ha bisogno di sicurezza, e Putin gliela ha tolta

Questo è il problema: la sicurezza dell’Europa e della gente d’Europa. Bombardando la gente normale di Kiev il governo russo ha deliberatamente messo a rischio la sicurezza dell’intera Europa. Significa cioè che non si è posto dei limiti di azione e che oggi tali rappresenta per noi un pericolo contingente e vicino. Sia per la gestione dei profughi che sta creando sia per la possibilità che le strategie per spostare i confini su cui è presente la Nato includano la distruzione preventiva delle basi Nato abbastanza vicine da poter creare problemi alla Russia.
Siamo sempre allo stesso punto. Chi ci rimette, nei giochi dei potenti, è la gente normale.

Ilaria Maria Preti

Ilaria Maria Preti

Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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