Economia e lavoro

Conflavoro Lombardia va a Lucca e la CGil si arrabbia

Anche un congruo gruppo di imprenditori lombardi ha partecipato al forum Italia Economia e lavoro 2018 organizzato a Lucca dal sindacato datoriale Conflavoro Pmi e contestato dalla CGIL. Il forum si è tenuto lo scorso 9 novembre al teatro del Giglio e vi ha partecipato anche il ministro del lavoro Roberto Bonafede. Fuori, un banchetto con una manifestazione della CGIl, che  ha contestato il sindacato datoriale e nel contempo anche i tanti rappresentanti istituzionali e i parlamentari. Per i lombardi è stata una esperienza un po’ strana. “Ci si era dimenticati dell’esistenza della CGIL,” dicono. Nella ancor rossa toscana però è diverso che a Milano.

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La CGIL

La Gcil, per voce del suo segretario, Rossano Rossi, intervistato dai colleghi della gazzetta di Lucca, si è lamentata del fatto che  il sindacato datoriale Conflavoro Pmi non la interpella quando entra nelle aziende per proporre accordi o per rappresentare l’imprenditore. Sembra quasi che la CGIL sia stata presa dalla sindrome di Cenerentola. Forse per il fatto che al forum Italia Economia e Lavoro 2018 era presente il sindacato Confsal.  Fra i punti contestati dal membro della triplice ci sono i contratti proposti da Conflavoro pmi.

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Conflavoro Pmi risponde

Alla fine del forum, il presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Panebianco, ha inviato ai giornali una lunga lettera aperta, in risposta alle critiche di CGIL,  in cui spiega che il compito di Conflavoro pmi è di rappresentare gli imprenditori, essendo consapevole che le aziende crescono se c’è collaborazione con i collaboratori e i lavoratori.

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“Purtroppo da quando il sindacato, come la cgil, si è messo a fare politica non per i diritti dei lavoratori, ma semplicemente per il diritto dei loro segretari e vertici di entrare in Parlamento o di mantenere qualsiasi altro status quo, il ruolo il peso del sindacato stesso si è completamente azzerato. Fermo poi chiamare a raccolta i loro iscritti per protestare contro leggi votate da loro stessi a casa del segretario. Un corto circuito senza se e senza ma.” Ha scritto accennando una frecciattina sulle leggi votate dallo scorso governo Renzi.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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