Da San Siro. 3 anni e 8 mesi all’afghano che frustava la moglie

E’ stato condannato in questi giorni dal tribunale di Milano alla pena di 3 anni e 8 mesi di prigione l’operaio afghano che lo scorso giugno aveva preso a cinghiate la moglie e picchiato la figlia di appena un anno. La giovanissima donna, 18 anni appena, era stata salvata da un tecnico del gas che dal pianerottolo aveva sentito piangere insistentemente sia lei che la bambina.

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Avevamo raccontato questa terribile storia nell’articolo cighiate perchè ” devi essere sottomessa“. La mamma e la bambina ora si trovano in una comunità protetta. Non è esattamente una condanna esemplare, quella del rito abbreviato cui è stato sottoposto, ma era incensurato e ha goduto dei relativi sconti di pena.
Figlia e madre, però, si sono costituite parte civile al processo hanno chiesto un congruo risarcimento dall’uomo.

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L’uomo aveva più volte picchiato al moglie, sposata in Afghanistan quando aveva appena 15 anni. pretendeva che lei abbassasse lo sguardo a terra. Anche la bambina era stata schiaffeggiata. La sua colpa, per l’uomo, era quella di non essere un maschio.

Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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