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Giocolieri di strada. Troppo lenti ai semafori

Milano ne è circondata. Non c’è semaforo o incrocio stradale che non sia presidiato da lavavetri o da giocolieri. La capacità di dribblarli è diventata uno sport. Li vedo da lontano, rallento per non dovermi fermare al semaforo rosso. Oppure cerco il punto più lontano da loro per infilarmi, ingaggiando una sfida personale con gli altri automobilisti. A chi perde toccherà immancabilmente la scocciatura di dire di no, oppure di sborsare le monetine per vedersi sporcare il parabrezza. I lavavetri sono i più furbi e guadagnano di più. Se ti tocca, fino a che non hanno finito non puoi andartene, altrimenti rischi di attraversare l’incrocio alla cieca. Quelli che mi fanno un po’ pena, però, sono i giocolieri di strada. Sono i più utili, animano l’attesa dello scatto del verde in modo carino.

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Animano il rosso ai semafori, ma non beccano un euro

I giocolieri di strada calmano lo stress e tolgono i cattivi pensieri per un momento. Spesso sono davvero abili. 50 centesimi glieli darei volentieri. Spesso li preparo anche, pronta a lanciarglieli attraverso il finestrino. Però sfruttano male la pausa tra il rosso e il verde del semaforo. Lo spettacolo finisce esattamente nel momento in cui scatta il verde. Se non si è nella prima fila difficilmente si riesce a pagare lo spettacolo. E anche così, non è facile. Questi giocolieri sono veloci e abili con le palline, ma molto meno nel correre da un’automobile all’ altra.

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Non ci si può fermare ad aspettarli. L‘automobilista dietro, in fila, ha già la mano sul clacson. Non è cattiva volontà, ma proprio mancanza di tempo. Probabilmente raccolgono poco, molto poco. Un vero peccato perchè questo tipo di artisti di strada merita qualcosa. Magari un’organizzazione migliore o dei tempi dei semafori che li aiutino.
Li si trova spesso sulla circonvallazione esterna, all’altezza dei ponti della ferrovia della Stazione Centrale. (Fonte foto: video youtube di Graziano Bergnach)

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Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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