TTIP e agroalimentare. Una fregatura
TTIP – Alla Camera di Commercio di Cremona ieri si è tenuta una giornata di studio sul tema “Transatlantic
Trade and Investment Partnership (Ttip): rischi e opportunità, cui è intervenuto l’assessore di regione Lombardia Gianni Fava. Oggi a Milano gli allevatori e produttori di latte chiedono di pagare il giusto prezzo al produttore. L’occasione è la giornata nazionale del Latte organizzata da coldiretti. Con loro il governatore Roberto Maroni e l’assessore Gianni Fava. Presente anche Matteo Renzi, favorevole al TTIP. Come se la caverà di fronte ai produttori di latte?
Regione Lombardia contro il TTIP

Fava ha poi proseguito dicendo: “Non ho preclusioni ma se nell’ambito del trattato non venissero concesse le tutele dei diritti sulle indicazioni geografiche, sulle quali abbiamo investito molto da 34 anni a questa parte, allora sarei pronto a scendere in piazza, perchè andremmo contro un’impostazione generale che ci ha dato grandi soddisfazioni in termini di qualità e redditività. Parallelamente, l’Unione Europea dovrà aprire un confronto
sull’agroalimentare e fare un’operazione di cultura alimentare, per spiegare quali sono i nostri valori. “Il Ttip potrebbe essere l’occasione per far sì che l’Europa al proprio interno si interroghi sulle modalità di approccio dei mercati, non solo verso quello americano”.
Alla giornata mondiale del latte a Milano con Coldiretti

Il PD e Matteo Renzi, (quindi anche Giuseppe Sala) “Appoggio incondizionato al TTIP”

Dopo un’uscita simile può essere che gli agricoltori allevatori e produttori di latte oggi abbiano deciso di mangiar polpette di Renzi, al buffet. Tanto Renzi non fa parte di nessuna filiera e non è nè dop (denominazione d’origine protetta) nè igp ( identificazione geografica protetta), ma è decisamente indigesto come il TTIP.
Al di là dello scherzo, a Milano oggi Renzi ci è venuto solo per far parole al vento, per il giro elettorale e per far vedere che a lui piace molto il candidato sindaco del PD, Giuseppe Sala. Sembra, però, che alla giornata mondiale del latte si sia “sbilanciato molto” dicendo che il decreto interministariale sull’origine del latte in etichetta “è già stato firmato, non è una promessa ed è già stato inviato ieri a Bruxelles. Prima i fatti e poi le parole. Noi siamo fatti così, amici della Coldiretti”.
Sul contenuto del TTIP sembra non abbia detto neppure una parola. Lo avrà letto oppure la parola incondizionato significa anche “al buio”? E’ vero che Roberto Maroni e Gianni Fava si sono detti preoccupati del fatto che il TTIP non prenda in considerazione la qualità superiore dei prodotti lombardi e ci sta anche che Matteo Renzi prendesse dalle loro parole lo spunto per dare una risposta sulle etichettature alimentari, ma dopo quanto succede con le grandi multinazionali che hanno imposto di produrre il latte sottocosto, e con i rischi cui espone un trattato intercontinentale di cui non si conoscono i contenuti, che il presidente italiano si presenti davanti alla Coldiretti, che rappresenta gli allevatori e i produttori di latte in difficoltà, dicendo solo che ha mandato una letterina a Bruxelles, quasi fosse la letterina per Babbo Natale, lascia stupefatti. Mi sento imbarazzata io per lui, se quanto riportato è vero. Sembra, e probabilmente lo è, una presa per il culo così palese da non aver neppure bisogno di quel pochino di vasellina che in certi casi, si cerca a utilizzare, non fosse altro che per buona educazione. Mah…
