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Referendum sulle Trivelle. L’ultimo gazebo prima di domenica

Magenta – Davanti all’ospedale l’ultimo gazebo di propaganda,del Comitato di Magenta per il Si al referendum delle trivelle, prima della chiusura della campagna elettorale invita a votare. Positiva la risposta della gente di sinistra, che accetta l’invito con determinazione.

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referendum trivelleVenerdì davanti all’entrata dell’ospedale di Magenta, il gazebo del comitato per il Si del Referendum delle trivelle è stata una bella occasione per uno scambio di idee con chi ha promosso, più di tutti, il referendum sulle trivelle per cui si andrà democraticamente ad esprimersi domenica 17 aprile, dalle 7,30 alle 23.
Sulle motivazioni per cui si è scelto di fare questo referendum si sa praticamente tutto e se avete ancora qualche dubbio potete leggere questo articolo:al prossimo referendum, che raccoglie alcune delle motivazioni che possono spingere a votare per il Si. Stammattina, per me è stato un momento di confronto sulle motivazioni di chi ha le mie stesse idee, ma proviene da schieramenti politici diversi,  e chiede alla gente di andare a votare, e nel caso, di votare SI al referendum sulle trivelle. Un confronto interessante che ha mostrato come in effetti ci sia poca differenza di valori fra persone che si trovano sotto i gazebi politici al giorno d’oggi. La divisione politica a colori, da tifosi, non ha più senso, specialmente davanti a grandi temi come quelli ambientali, che riguardano tutti ed esulano dalla scelta degli amministratori pubblici. Oggi la divisione è fra chi comanda e chi subisce, e chi comanda non va sotto i gazebo a distribuire volantini e non cerca di convincere le persone a votare per difendere l’ambiente, l’economia e la democrazia.

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La gente del referendum sulle trivelle

Sono convinta che questo referendum passerà il quorum, e che saranno tante le persone che investiranno quei 30 minuti di tempo libero, per  ribadire il proprio diritto di scelta, specialmente dopo quanto successo tra membri del governo e le aziende petrolifere. E se non passerà il quorum del 50% sarà veramente per pochi voti, ed è questa una ragione di più per andar a votare. Certamente in Lombardia, dove non c’è il mare, sarà sicuramente meno sentito, come referendum, che in Veneto. Però è necessario che la gente torni ad avere voglia di votare, voglia riscoprire la democrazia come valore  e come conquista della società.  Attualmente chi trapana il nostro mare può farlo senza essere mai sottoposto perlomeno ad una revisione dei diritti economici di estrazione, e questo infastidisce tutti i cittadini, qualunque opinione politica abbiano. La gente che si è avvicinata al gazebo del comitato per il SI era gente di sinistra, ed era gente a cui dà fastidio che Matteo Renzi faccia il premier senza essere stato votato, dà fastidio che si permetta di spendere 360 milioni di euro e poi inviti le persone all’astensione dal voto democratico, dà fastidio il sistema elettorale che non permette la piena rappresentatività delle idee politiche, dà fastidio un governo che svende pezzi di mare, o di terra, senza neppure sentirsi in dovere di consultare le Regioni cui quei pezzi di mare e di terra appartengono. Le differenza, come dicevo, fra il popolo che subisce e  l’èlite di chi comanda ormai è un abisso.
Poco più il là, non lontano dal gazebo per il referendum delle trivelle, il richiamo al prossimo referendum, quello sull’autonomia della Lombardia.

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Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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