Milano, 22enne suprematista arrestato dai Ros, progettava un attentato
Nell’area della provincia di Milano i Carabinieri del ROS hanno interrotto il percorso di radicalizzazione suprematista online di un 22enne che, secondo gli investigatori, stava progettando un attentato. Il giovane è stato arrestato su ordinanza del gip del Tribunale di Milano ed è indagato per addestramento ad attività con finalità di terrorismo, previsto dall’articolo 270-quinquies del codice penale. Si è trattato di un’azione di prevenzione. Il ROS non ha infatti arrestato un commando già operativo, ma ha interrotto un percorso di radicalizzazione prima che arrivasse a quel livello. Dall’analisi dei dispositivi elettronici del 22enne sarebbero infatti emersi un costante autoaddestramento con finalità terroristiche, ricerche per reperire sostanze chimiche utilizzabili per confezionare ordigni esplosivi e studi sulla modifica di armi da sparo. Gli investigatori sostengono inoltre che il giovane fosse intenzionato a colpire una sinagoga ebraica e un luogo di preghiera islamica dell’hinterland milanese.
🛡️ Le fotografie mostrano un ragazzo inesperto con le armi
Le fotografie pubblicate sui social e diffuse dagli investigatori mostrano il ventiduenne in posa con armi, davanti a una bandiera della Germania nazista e a una riproduzione moderna della bandiera di combattimento della Repubblica Sociale Italiana. In una delle immagini compare anche la scritta “White Lives Matter”. Il modo in cui maneggia le armi non è quello di una persona militarmente preparata: lo dimostrano piccoli particolari e la presenza di scritte fumose. In un’altra fotografia la pistola viene impugnata in una posa costruita per l’immagine social che riconducibile a un utilizzo funzionale dell’arma.
Dalle sole fotografie non è possibile stabilire con certezza se siano armi da fuoco vere o delle repliche cui è stato tolto il tappo rosso, né se coincidano con le armi cui fanno riferimento gli investigatori quando parlano di studi per la modifica di “armi da sparo”. Proprio il contrasto tra l’inesperienza che traspare dalle immagini e ciò che hanno trovato nei dispositivi elettronici aiuta però a comprendere il valore preventivo dell’operazione: interrompere il percorso prima che l’acquisizione di conoscenze, materiali e capacità operative potesse trasformare una radicalizzazione prevalentemente online in un pericolo concreto per altre persone e anche per lo stesso 22enne.
📱 Simboli vecchi dentro una radicalizzazione nuova
Nel materiale esaminato dai Carabinieri sono presenti contenuti suprematisti, accelerazionisti, xenofobi e negazionisti della Shoah, oltre a scritti e pensieri di Anders Breivik, autore delle stragi di Oslo e Utøya del 2011. Gli investigatori parlano anche della diffusione di proclami ideologici definiti dallo stesso indagato un “testamento”.
Le immagini raccontano contemporaneamente la costruzione di un’identità online estremista attraverso simboli provenienti da esperienze storiche e tempi differenti. Nazismo tedesco, iconografia della Repubblica Sociale Italiana e suprematismo bianco di matrice contemporanea sono accostati come nella storia di un video gioco, in cui la fantasia ha la meglio sulla realtà. È la nuova forma di radicalizzazione online, che usa simboli vecchi, ma decontestualizzati dalla loro origine e realtà storica.
La pericolosità contestata al ventiduenne, quindi, non deriva dalla capacità militare o dal tentativo di rifondare il nazismo o il fascismo. È ciò che, secondo gli investigatori, stava avvenendo dietro quelle immagini a rendere necessario l’intervento: il passaggio dalla rappresentazione estremista sui social all’autoaddestramento, alla ricerca di sostanze chimiche, allo studio degli ordigni e all’individuazione di obiettivi.
