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Ossona, caso Bertola: operai (di nuovo) in sciopero e Senegal

Il caso Bertola ad Ossona sembra una quasi una “soap” della televisione con mille colpi di scena. Se perdi una puntata non si capisce più nulla e ad ogni puntata succede qualcosa che apre un filone nuovo e sempre preoccupante. Avevamo lasciato, lo scorso sabato, i soci lavoratori della cooperativa Cemmea fuori dalla Bertola che attendevano la liquidazione di ben 4 mesi di stipendio, dopo aver scritto che il comunicato ricevuto da cittaoggiweb diceva che l’azienda Bertola aveva pagato i loro stipendi.

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Avevamo dato a Bertola il beneficio del dubbio: era venerdì e il bonifico poteva arrivare anche il lunedì, quindi ho atteso il pomeriggio e verso le 16 sono passata davanti alla Bertola. Speravo davvero di non trovarli là , perchè avrebbe voluto dire che il problema era risolto. Invece li ho trovati: un gruppetto più numeroso di quello che avevo incontrato settimana scorsa, insieme ad un cartello  nuovo: “Senegal salvaci tu”, c’è scritto. Cosa c’entra il Senegal? Lo sapremo nella prossima puntata.

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Oggi invece raccontiamo la storia di questi operai

Uno di loro mi ha mostrato, lo aveva portato appositamente,  l’estratto conto della banca in cui risultavano gli ultimi soldi ricevuti dall’azienda. Al primo ottobre aveva ricevuto 100 euro, poi più nulla. Mi si è stretto il cuore. C’è chi mi ha detto che non può mandare la sua bambina a scuola, perché non ha più i soldi. Non si tratta di avere l’aiuto per la mensa o per i quaderni, si tratta di non avere i soldi per comperare i libri delle scuole superiori, di non riuscire a  pagare l’abbonamento settimanale ai mezzi pubblici, di comperare un paio di jeans e qualche biro.

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“Siamo poveri, anche se lavoriamo”  ha detto un altro. E poi parlano di Bertola: “Lui dice che ha 80 anni e va a mangiare da sua madre. Sua madre è anziana ma ha chi gli prepara i pasti. Mentre noi, quando torniamo a casa, non riusciamo a portare da mangiare alla nostra famiglia”.
“Vi trovo qui domani?” chiedo. “Certo, resteremo qui fino a che non ci pagano ciò che ci devono.  Ora ci chiedono anche gli straordinari, ora il sindacalisti sono dentro, in ufficio: stanno parlando da 4 ore.”
Io ora sono a casa, mi sto documentando, e penso a cosa scrivere degli interventi della Bertola in Senegal, dei pannelli solari montati dagli operai della cooperativa invece che da operai specializzati, dal rischio che Bertola sia trasformata in una azienda diversa che faccia stoccaggio di oli combustibili con  un’altra ragione sociale e del grande rischio che questi operai, alcuni di quali sono ex dipendenti Bertola passati alla cooperativa, non vedano mai il pagamento del loro lavoro.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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