Ossona, prescuola: 17 famiglie interessate, solo 8 bambini iscritti
A Ossona il servizio di prescuola per l’anno scolastico 2026/2027 fa ancora discutere. Dopo le 17 manifestazioni di interesse dei genitori raccolte dal Comune, sono arrivate soltanto otto iscrizioni definitive. Lo scrive il report pubblicato dall’amministrazione comunale il 20 settembre ricostruendo i risultati dell’indagine conoscitiva e affermando che non è stata raggiunta la soglia minima di dieci bambini, ridotta rispetto ai 15 inizialmente previsti.
L’indagine era stata avviata il 2 settembre, con la richiesta alle famiglie di compilare un questionario entro l’11 settembre. Le iscrizioni definitive, invece, dovevano essere presentate entro mezzogiorno del 14 settembre. Un calendario particolarmente concentrato, sul quale abbiamo chiesto spiegazioni a Maria Giovanna Garavaglia, vicesindaco con delega ai servizi scolastici. Giovanna Garavaglia ci ha assicurato che il Comune, il lunedì mattina, ha telefonato a tutte le 17 famiglie che avevano manifestato interesse, chiedendo se intendessero confermare l’adesione. Nonostante questi contatti e la riduzione della soglia minima, le domande sono state otto.
🏫 Perché le famiglie non si sono iscritte? La spiegazione della vicesindaco
Secondo la vicesindaco Garavaglia, alcune famiglie avrebbero preferito il Pedibus, che è gratuito, rispetto al prescuola a pagamento. La vicesindaco ritiene quindi possibile che la differenza economica abbia influito sulla scelta dei genitori. Si tratta però di una sua interpretazione: il report comunale non contiene un’indagine sulle ragioni delle mancate iscrizioni e non permette di stabilire quante famiglie abbiano effettivamente scelto il Pedibus. I due servizi, inoltre, rispondono a esigenze differenti. Il Pedibus, con partenza alle 7.45 dai capolinea del paese, accompagna i bambini a scuola a piedi, sotto la sorveglianza di adulti volontari. Il prescuola avrebbe invece garantito l’accoglienza dalle 7 alle 8.10 all’interno dell’edificio scolastico, con personale docente qualificato. Insomma i bambini avrebbero potuto utilizzare quel tempo anche per completare compiti o ripassare le lezioni. Non soltanto un ingresso anticipato, dunque, o un babysitteraggio collettivo, ma anche la possibilità di sfruttare bene il tempo prima dell’inizio delle attività scolastiche.
📊 Il report comunale: le esigenze lavorative e gli orari richiesti
I dati raccolti dal Comune aggiungono un elemento al confronto. Su 17 questionari compilati, dieci indicavano come utile la fascia di ingresso dalle 7.30 alle 7.44 e cinque segnalavano la necessità di accompagnare il bambino prima delle 7.30. Erano possibili risposte multiple, quindi questi numeri non corrispondono ad altrettante famiglie distinte. In 15 questionari erano state indicate esigenze lavorative dei genitori come motivazione dell’interesse per il servizio.
Il Pedibus era stato proposto alle famiglie già a luglio, mentre la procedura per il prescuola è arrivata a settembre, a ridosso dell’inizio delle lezioni. Resta quindi aperta la questione di come conciliare gli orari di lavoro dei genitori con le diverse possibilità di accompagnamento e accoglienza dei bambini. La scelta del Pedibus, indicata dalla vicesindaco come possibile spiegazione delle mancate adesioni al prescuola, non è peró documentata come causa effettiva della rinuncia delle famiglie dei 9 bambini che si sono tirate indietro. Solo loro sanno perché hanno rinunciato al prescuola, dopo aver compilato e inviato i questionari. Non sappiamo chi sono queste famiglie, e quindi fino a che non ce lo dicono, non possiamo azzardare spiegazioni, peró il fatto indiscutibile è che il pedibus è partito, il prescuola no.
