Slovenia, era nel libro paga dell’ISIS: prima condanna per un richiedente asilo
In Slovenia un richiedente protezione internazionale iracheno è stato condannato a cinque anni di carcere per appartenenza all’ISIS. La sentenza non è ancora definitiva. Il verdetto è stato emesso dal Tribunale distrettuale di Lubiana e rappresenta, secondo Eurojust, il primo caso nel Paese in cui un richiedente asilo viene condannato per appartenenza a un’organizzazione terroristica straniera. L’uomo, cittadino iracheno, è stato ritenuto colpevole di aver fatto parte dell’organizzazione terroristica Stato Islamico in Iraq nel 2016. Era arrivato per la prima volta in Slovenia nel marzo 2019 e aveva presentato domanda di protezione internazionale. In seguito si era spostato due volte in Germania, ma era stato ricondotto in Slovenia.
⚖️ L’indagine e i riscontri internazionali
Le autorità slovene hanno aperto un’indagine sulla base di informazioni ottenute anche attraverso la cooperazione internazionale di polizia, con il coinvolgimento di Interpol e dell’FBI statunitense. Gli investigatori avevano già raccolto elementi sulle presunte attività terroristiche dell’imputato, ma per consolidare il quadro probatorio era necessario ottenere ulteriori riscontri direttamente dall’Iraq. Uno degli elementi centrali del procedimento riguardava l’inserimento dell’uomo nel libro paga dell’unità militare Dat al-Sawari dell’ISIS. Secondo le prove raccolte, avrebbe ricevuto uno stipendio e anche un’indennità aggiuntiva destinata al sostegno dei familiari. Il passaggio decisivo è stato proprio l’arrivo di questa documentazione dall’Iraq.
🌍 Eurojust accelera la cooperazione con Baghdad
Eurojust ha supportato la Procura specializzata della Slovenia nel contatto con le autorità irachene, sfruttando il recente accordo di cooperazione con il National Centre for International Judicial Cooperation dell’Iraq. Il tempo era un fattore determinante. Il limite massimo di custodia cautelare dell’imputato stava infatti per scadere e senza l’acquisizione rapida delle prove il procedimento avrebbe rischiato di concludersi con la sua scarcerazione. Grazie al canale di cooperazione già attivo, la richiesta giudiziaria slovena è stata preparata e trasmessa rapidamente, permettendo alle autorità irachene di fornire i riscontri necessari entro i termini. Secondo Eurojust, la documentazione ottenuta dall’Iraq è stata determinante per dimostrare l’appartenenza dell’imputato all’organizzazione terroristica.
🚨 La sentenza arriva all’ultimo giorno utile
La tempistica dell’inchiesta è stata particolarmente rapida. Il processo si è concluso proprio nell’ultimo giorno consentito dai termini di custodia. Il giudice, durante la lettura della sentenza, ha sottolineato l’importanza delle prove arrivate dall’Iraq e della loro validazione nel procedimento sloveno. L’uomo è stato condannato a cinque anni di carcere. La decisione, però, non è ancora definitiva e potrà quindi essere impugnata. Il caso assume rilievo anche sul piano della cooperazione giudiziaria europea: Eurojust ha indicato l’Iraq come uno dei partner chiave nel contrasto al terrorismo, ai crimini internazionali e alla criminalità organizzata, soprattutto per rendere utilizzabili nei procedimenti europei prove raccolte sul territorio iracheno.
