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Pontevecchio di Magenta, gasolio dall’oleodotto alle fogne e al Naviglio: disastro ambientale evitato per un pelo

Lo sversamento individuato nelle fogne dii Pontevecchio di Magenta ha raggiunto anche il Naviglio Grande, estendendosi per circa 28 chilometri fino alle porte di Milano. Le operazioni dei vigili del fuoco, iniziate nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, sono proseguite senza sosta per contenere la massa liquida, descritta come densa, nera e di probabile origine idrocarburica, probabilmente Gasolio. Le squadre del Comando di via Messina, in stretto coordinamento con la protezione civile, hanno disposto sette barriere lungo il percorso della sostanza, riuscendo almeno in parte a rallentarne l’avanzata. Una quantità definita minima ha raggiunto anche la Darsena. Cinque mezzi dei vigili del fuoco sono impegnati nelle attività insieme al Comune di Milano e alla Città metropolitana. Gli interventi di prosciugamento e recupero del materiale proseguiranno per tutta la giornata di sabato 5 settembre, mentre restano in corso gli accertamenti sulla composizione precisa del liquido.

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I lavori a Pontevecchio

Pontevecchio,magenta. Pontevecchio di Magenta, gasolio dall’oleodotto alle fogne e al Naviglio: disastro ambientale evitato per un pelo - 05/09/2026

L’origine dell’emergenza è stata individuata nel pomeriggio di venerdì durante alcuni lavori eseguiti da CAP sulla rete fognaria di Pontevecchio, frazione attraversata dal Naviglio Grande. Gli addetti hanno rilevato la presenza del liquido nero e hanno immediatamente sospeso le attività, facendo scattare le procedure per la messa in sicurezza dell’area. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la Polizia locale, il Consorzio Villoresi e i tecnici di CAP, mentre è stata allertata ARPA per gli accertamenti e i campionamenti. La sostanza rinvenuta nella rete fognaria è confluita anche nel Naviglio Grande e ha seguito il corso del canale in direzione di Milano.

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🚒 Sette barriere per rallentare la corsa verso Milano

A Pontevecchio hanno seguito direttamente le operazioni il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo, il vicesindaco Simone Gelli, il comandante della Polizia locale Angelo Sallemi e il sindaco di Robecco sul Naviglio Fortunata Barni. I due sindaci sono rimasti in costante contatto con la Prefettura di Milano per coordinare la gestione dell’emergenza. La Polizia locale di Magenta ha bloccato la circolazione nella zona interessata dal primo intervento, predisponendo presidi all’altezza di via Bottego e via Pellegatta. La chiusura si è resa necessaria per permettere ai tecnici e ai soccorritori di lavorare in sicurezza sulla rete fognaria e individuare il percorso seguito dal liquido prima del suo ingresso nel Naviglio Grande. Parallelamente, le squadre hanno monitorato l’avanzata della sostanza lungo il canale, anticipandola e posizionando progressivamente le barriere nei punti ritenuti più adatti a contenerla e impedirne un’ulteriore dispersione nelle acque.

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Le attività di recupero stanno convergendo verso un punto di raccordo in via Conchetto, a Milano, dove la presenza di una chiusa dovrebbe consentire ai soccorritori di bloccare e prosciugare la maggiore quantità possibile della sostanza. Il dispositivo rimarrà operativo durante la giornata, mentre le squadre continueranno a controllare il Naviglio Grande e l’area della Darsena. sul posto stanno lavorando vigili del fuoco, protezione civile, amministrazioni locali, Città metropolitana e tecnici degli enti competenti, impegnati sia nel contenimento sia nella ricostruzione dell’accaduto.

Il rischio del disastro ambientale

Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, e conoscendo la geografia locale, una fuoriuscita di gasolio così abbondante può essere avvenuta solo dall’oleodotto della Sarpom che passa in profondità nel territorio del magentino, nel tratto Trecate Arluno. I tecnici dovrebbero aver già individuato il punto uscita, dopo aver sospeso il passaggio del gasolio nelle tubazioni, appena i sistemi di sicurezza hanno segnalato la perdita. Purtroppo una parte si era già riversata nelle fogne di Pontevecchio e nel Naviglio. Non è ancora confermato chi e perchè, ma sembrerebbe che facendo dei lavori in profondità sulla tratta dell’oleodotto un escavatore ne abbia forato i tubi. Un episodio che richiama alla mente quanto successo 10 anni fa a Ossona, quando si verificò un furto di gasolio proprio dall’oleodotto, causando un disastro ambientale. In questo caso, però la motivazione dell’escavatore per scavare proprio sulla tratta dell’oleodotto non è ancora stata verificata.

A che punto siamo

Mentre a Milano, la situazione è sotto controllo con la pulitura del Naviglio, la situazione nel magentino è ancora tutta da verificare. Bisogna capire dove è finito il gasolio ed evitare, se possibile, che finisca nella falda. In questo momento l’emergenza e il lavori per rintracciare e bonificare il gasolio sono in corso. Vi terremo aggiornati

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Ilaria Maria Preti

Giornalista e direttore responsabile di Cronaca Ossona – Co Notizie News Zoom e di Beauty-Online.it. Mi occupo principalmente di cronaca nera, territorio e informazione locale nell’area dell’Altomilanese e di Milano. Dirige e coordina progetti editoriali digitali, con particolare attenzione alla produzione di contenuti e allo sviluppo dell’informazione online. Ho iniziato giovanissima e ho maturato oltre 30 anni di esperienza tra radio e televisione, anche come speaker.

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