Ossona, San Bartolomeo 2026: fiera ridotta, mostre riuscite e polemica sull’organizzazione
A Ossona la Fiera di San Bartolomeo anticipata a domenica 23 agosto ha mostrato luci e ombre: mostre partecipate, ma pochi banchi, una manifestazione ridotta e molte polemiche. La prima questione riguarda proprio la data. San Bartolomeo si celebra il 24 agosto, quest’anno caduto di lunedì, ma l’amministrazione comunale ha deciso di concentrare la parte fieristica domenica 23. Alla base della scelta anche il questionario promosso dal Comune, al quale hanno risposto 306 persone: il 55,9% ha preferito la domenica, contro il 44,1% favorevole al mantenimento della data tradizionale. Una maggioranza, quindi, ma espressa da poco più di 300 persone in un paese di circa 4mila abitanti. Il sondaggio aveva inoltre indicato nella domenica una possibile soluzione per aumentare la partecipazione. Dopo il 23 agosto, però, è proprio questo il primo dato sul quale fare una valutazione.
Una fiera molto più piccola della tradizione
Durante la giornata in piazza erano presenti circa una quindicina di bancarelle, diverse dedicate all’alimentare e in alcuni casi con offerte simili. Solo un paio vendevano giocattoli, uno degli elementi che tradizionalmente, insieme alle caramelle, caratterizzavano San Bartolomeo soprattutto per i bambini. Anche il mercato contadino è risultato molto ridotto. Due o tre produttori della zona erano stati collocati nel piazzale in fondo a via IV Novembre, in una posizione poco visibile rispetto al cuore della manifestazione. Nel corso del pomeriggio hanno inoltre lasciato la fiera prima della conclusione della giornata. La gestione delle bancarelle, la scelta di chi invitare e la distribuzione degli spazi è un compito assunto dall’amministrazione comunale.
Il richiamo all’antica fiera del bestiame di Ossona era affidato a quattro caprette, alcune galline, due galli e due asinelli. Animali che hanno attirato naturalmente l’attenzione dei più piccoli, ma che rappresentavano una presenza molto contenuta. Non c’erano invece uccellini, coniglietti, criceti, pesci d’acquario o altri piccoli animali da compagnia che nelle fiere del passato contribuivano a creare l’atmosfera del mercato. Pochi anche i vecchi trattori, altro simbolo della tradizione agricola. Erano stati sistemati in via Padre Pio, una strada laterale e poco visibile rispetto al percorso principale della festa. Il risultato è stato che una delle componenti potenzialmente più caratteristiche della manifestazione è rimasta quasi nascosta.
🎨 Le tre mostre hanno invece richiamato pubblico
Ben diverso il risultato delle tre esposizioni ospitate negli spazi di piazza Litta, che hanno rappresentato una delle parti più riuscite della giornata grazie soprattutto al lavoro diretto degli organizzatori. Una delle mostre era dedicata alle opere di Mauro, conosciuto in paese come Maurino, artista di Ossona. Nelle sale affrescate erano esposti dipinti, ritratti, sculture e lavori realizzati con tecniche differenti, distribuiti tra cavalletti e tavoli in un allestimento ricco e personale.
Un’altra esposizione, organizzata da Foto in fuga, era costruita attorno alla musica. Fotografie, pannelli e dischi in vinile erano stati utilizzati per creare un percorso nel quale immagini e memoria musicale si intrecciavano, con gli organizzatori presenti ad accompagnare i visitatori. La terza era “Fiori Calpestati”, progetto fotografico di Simona Foi organizzato dal gruppo ossonese ADEL e dedicato al bullismo e al cyberbullismo. Ritratti femminili e veli colorati trasformavano la sala in un percorso nel quale i fiori diventavano metafora della fragilità, delle ferite provocate dalle prevaricazioni e della possibilità di rinascita. Le fotografie della giornata mostrano visitatori nelle sale e persone ferme a osservare e discutere le opere. Un risultato che merita di essere sottolineato proprio in un bilancio critico della fiera: quando associazioni, artisti e organizzatori hanno investito direttamente tempo, lavoro e passione, la risposta del pubblico si è vista.
🚧 Protezione civile, restano domande sull’impiego dei volontari
Un altro aspetto riguarda il servizio della Protezione civile durante la manifestazione. I volontari della protezione civile Ali bianche possono essere impiegati, previa attivazione, per assistenza alla popolazione, informazione, supporto organizzativo e presidio delle chiusure, ma non possono sostituire la Polizia locale nelle funzioni di polizia stradale. Durante la fiera alcuni volontari sono stati fotografati in diversi punti della manifestazione, anche mentre osservavano l’esposizione dei trattori e le attività dedicate ai bambini. Erano in uniforme, anche se in scarpe da ginnastica, e quindi chiaramente riconoscibili come volontari di Protezione civile. Da qui nasce una domanda amministrativa: quale compito era stato formalmente assegnato loro e quali punti dovevano presidiare?
Nessuno alle transenne
Le strade chiuse avrebbero richiesto anche un’attività di informazione per spiegare agli automobilisti le modifiche alla circolazione. Durante la mattinata un’auto è rimasta parcheggiata sulle strisce pedonali poco distante da una delle transenne. Non spettava ai volontari sanzionare il veicolo, ma non è stato osservato un intervento immediato della Polizia locale. Gli agenti erano presenti alla manifestazione, anche se non continuativamente in strada. Va però considerato che l’affluenza non era tale da richiedere necessariamente una presenza costante della polizia locale. Però quella dei volontari era necessaria.
Via Padre Giuliani aperta prima dell’orario previsto?
Un altro interrogativo riguarda via Padre Giuliani. L’ordinanza n. 37 del 18 agosto 2026, firmata dal sindaco Giovanni Venegoni, prevedeva per il 23 agosto il divieto di transito fino alle 21.30, mentre il divieto di sosta nel parcheggio davanti ai civici 38-34 sarebbe rimasto in vigore fino alle 00.30. Eppure già intorno alle 18.30 le automobili entravano regolarmente nella strada. La stessa ordinanza consentiva alla Polizia locale e alle altre forze di polizia incaricate dell’esecuzionedell’ordinanza, e di ridurre o modificare, all’occorrenza, tempi e modalità delle chiusure. Resta quindi da capire se sia stata disposta una riapertura anticipata di via Padre Giuliani oppure se le auto abbiano iniziato a transitare mentre il divieto previsto dall’ordinanza firmata dal sindaco era ancora formalmente in vigore, tanto non c’era nessuno a controllare.
Il 24 agosto la tradizione non si è fermata
Il giorno successivo, quello effettivamente dedicato a San Bartolomeo, una parte della tradizione è proseguita comunque. La pro loco ha preparato la cassoeula ed è rimasta aperta anche il 24 agosto. La cassoeula è legata in modo particolare alla festa dopo il 24 agosto 2002, quando Ossona conquistò tre Guinness dei primati: per la pentola più grande, per la cassoeula preparata e per il numero di persone servite durante lo stesso evento. Il fatto che la Pro Loco abbia mantenuto questa tradizione anche il lunedì patronale dimostra quanto il legame con il 24 agosto resti ancora forte, indipendentemente dalla scelta amministrativa di spostare la fiera. La sera, in piazza Litta Modignani, si è svolta anche l’assemblea pubblica organizzata da Ossona Insieme e dal consigliere comunale Sergio Garavaglia per discutere con i cittadini delle scelte dell’amministrazione, compresa l’organizzazione della festa patronale. Nonostante il temporale, all’incontro hanno partecipato diverse decine di persone.
🛡️ Un servizio d’ordine da organizzare senza Polizia locale garantita
Anche l’autorizzazione comunale concessa per l’assemblea del 24 agosto contiene un elemento singolare. Il Comune ha imposto agli organizzatori di predisporre un servizio d’ordine per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento dell’incontro, precisando però nello stesso documento che la presenza della Polizia locale non era garantita perché la riunione si svolgeva fuori dall’orario ordinario di servizio. Garavaglia si è quindi rivolto alla Guardia Nazionale ODV, che ha inviato due volontari per svolgere il servizio d’ordine richiesto.
La Guardia Nazionale è iscritta al RUNTS e al registro del volontariato di Protezione civile, é riconosciuta fra le associazioni operanti a Ossona, da circa 10 anni, ma non ha attualmente una convenzione con il Comune di Ossona né per attività di supporto alla Polizia locale né per la Protezione civile comunale. Rimane inoltre aperto il rapporto tra l’associazione e l’amministrazione. Secondo quanto riferito dalla Guardia Nazionale, in passato il sindaco aveva prospettato la possibilità di mettere a disposizione una sede, utile a offrire dei servizi alla comunità, ipotesi che in due anni non si è concretizzata.
Alla fine, il confronto tra le due giornate lascia una questione politica più ampia. Un’amministrazione può certamente decidere di modificare una tradizione, soprattutto se ritiene che un cambio di data possa aumentare la partecipazione. Ma una scelta di questo tipo deve poi essere valutata anche attraverso il risultato. Il 23 agosto si sono viste poche bancarelle, un mercato contadino defilato, pochi animali e pochi trattori, mentre hanno funzionato soprattutto le iniziative costruite direttamente da artisti, gruppi e associazioni.
Il 24 agosto la Pro Loco ha continuato la tradizione della cassoeula e la sera i cittadini si sono ritrovati in piazza per discutere proprio delle scelte amministrative. La responsabilità politica dell’organizzazione della Fiera di San Bartolomeo è dell’amministrazione comunale e del sindaco che la guida. Dopo l’edizione 2026, quindi, la domanda non è più soltanto se fosse meglio il 23 o il 24 agosto. È capire se il problema della fiera fosse davvero il giorno della settimana oppure il modo in cui è stata organizzata e valorizzata.

La festa del patrono di Ossona da quest’anno si è spenta, non bisogna farla diventare una festa commerciale la tradizione parla chiaro è un piccolo paesino e la sua festa è il 24 agosto.
Purtroppo oltre ad aver sposato la data, il 24 è stato molto triste, attività chiuse tutto il giorno, e la festa è diventata ormai da anni quella dei fattoni della notte in piazza. Invece c è molto di più, è una festa agricola, che essendo a fine agosto ci fa comprendere l importanza della ciclicità della Terra, e del raccolto in un mondo agricolo. Io cercherei di trasmettere e mantenere vivo tutto questo.