Maltempo in Lombardia, Attilio Fontana chiede lo stato di emergenza: oltre 400 evacuati
La Lombardia ha chiesto lo stato di emergenza per i danni provocati dal maltempo: oltre 400 persone sono state evacuate tra Bergamasca e Bresciano. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha comunicato di aver presentato la richiesta al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci dopo l’ondata di piogge che dal 20 agosto al 21 agosto ha provocato frane, esondazioni, smottamenti e interruzioni della viabilità in diverse province lombarde.
Fontana ha incaricato gli assessori Romano La Russa, alla Protezione civile e Sicurezza, e Gianluca Comazzi, al Territorio e Sistemi verdi, di predisporre la documentazione necessaria per formalizzare l’istanza. Musumeci, secondo quanto riferito dal presidente lombardo, ha assicurato che porterà la richiesta della Lombardia al Consiglio dei ministri appena possibile. Durante la fase più intensa del maltempo gli accumuli di pioggia hanno raggiunto valori fino a 270 millimetri sulle Alpi Orobie e 260 millimetri sull’Alto Lago di Como. Gli interventi dei Vigili del Fuoco indicati dalla Regione sono stati oltre 450.
🚨 Oltre 400 persone costrette a lasciare case e campeggi
Tra le situazioni più delicate c’è quella della Val Camonica. A Sonico 57 persone sono state evacuate e ospitate nella sala polifunzionale del paese e nell’ex scuola elementare della frazione Garda. Una colata di detriti ha inoltre distrutto il ponte che collega la frazione Rino a Sonico. A Vione sono state evacuate 70 persone, 15 residenti e 55 turisti, dopo l’esondazione del torrente Vallaro. Hanno trovato sistemazione nella sede degli Alpini, presso amici e parenti e in una struttura ricettiva di Temù. Sono stati avviati lavori con escavatori nell’alveo del torrente.
A Isola di Fondra, nella Bergamasca, circa 250 persone hanno dovuto lasciare il campeggio San Simone. Sessanta sono state trasferite nella palestra comunale di Lenna, dieci in quella di Piazza Brembana, mentre le altre hanno trovato ospitalità presso conoscenti o in un condominio vicino al campeggio. A Teglio, in provincia di Sondrio, sono invece rientrate nelle proprie abitazioni le 30 persone che erano state evacuate precauzionalmente dalla frazione Bondone. Ad Albaredo per San Marco una colata di detriti ha riempito una vasca di contenimento a monte dell’abitato e sei persone sono state allontanate per il rischio di ulteriori distacchi.
🚧 Strade, torrenti e versanti ancora sotto controllo
Le conseguenze del maltempo hanno interessato anche la viabilità. In provincia di Como la Statale Regina è stata riaperta a doppio senso di marcia dopo le frane e le colate di detriti che avevano raggiunto la carreggiata. Nel Bresciano i tecnici Anas hanno lavorato per ripristinare la percorribilità della strada statale 42. In provincia di Lecco rimane invece chiusa la provinciale 67 tra Premana e Pagnona per la caduta di piante e materiale sulla sede stradale. A Branzi è stata riaperta la provinciale 2, mentre a Gandellino il sindaco ha disposto la chiusura della ciclabile comunale dopo il cedimento di un muro sovrastante. Non risultano persone coinvolte.
Sorvegliati anche diversi corsi d’acqua e versanti nel Sondriese. Il torrente Frodolfo è sotto osservazione a Santa Caterina Valfurva, mentre il fiume Adda viene controllato nelle zone di Bormio e Valdisotto. Smottamenti hanno interessato anche Ponte in Valtellina e la Valle del Bitto. La sala operativa della Protezione civile regionale continua a lavorare in raccordo con i sindaci e con gli uffici territoriali. L’obiettivo, ha spiegato la Regione, è completare la ricognizione dei danni, assistere le persone ancora fuori casa e ripristinare viabilità e infrastrutture nelle aree maggiormente colpite.
