Ossona celebra San Bartolomeo: la fiera cambia giorno, ma la tradizione cerca il suo spazio
La Fiera di San Bartolomeo torna a Ossona domenica 23 agosto con bancarelle, mostre, attività e iniziative nel centro del paese, mentre le celebrazioni religiose proseguiranno anche lunedì 24 agosto. La scelta di anticipare alla domenica la parte fieristica nasce anche dal questionario promosso dall’Amministrazione comunale, al quale hanno partecipato 306 persone. Il 55,9% dei cittadini che hanno risposto ha indicato come soluzione più adeguata lo svolgimento della fiera domenica 23 agosto, mentre il 44,1% avrebbe preferito mantenere la data tradizionale del 24. Ancora più netto il risultato della domanda generale sulla domenica: secondo il 67% degli intervistati potrebbe favorire una maggiore partecipazione. L’Amministrazione ha quindi seguito l’indicazione maggioritaria, organizzando per domenica bancarelle e attività fieristiche, mentre la parrocchia ha deciso che le celebrazioni religiose sananno il 23 sia nella mattinata del 24 agosto.
Il programma pubblicizzato come “Antica Fiera di San Bartolomeo” coinvolgerà le vie del centro, piazza Litta, il parco di Villa Bosi e gli spazi della Pro Loco Morus Nigra. Sono previste mostre in villa, esposizioni, bancarelle, show cooking, mercato contadino, mezzi agricoli e diversi punti ristoro. Una formula pensata evidentemente per aumentare l’affluenza e permettere anche a chi lavora durante la settimana di partecipare.
Storia recente e antica: il Guiness dei primati per la Casseoula più grande del mondo
Come ogni anno la particolarità della fiera di San Bartolomeo sarà data dal poter mangiare la casseoula, piatto milanesissimo tradizionale e che ha regalato a Ossona un posto nel Guiness dei primati. E’ normalmente un piatto invernale, legato all’economia del maiale, ma la festa di San Bartolomeo era l’unico momento in cui si era certi che tutti gli ossonesi, e i loro parenti e amici, si trovassero a casa, ed è diventato così il giorno perfetto, quel 24 agosto 2002, per vincere tre record mondiali: la più grande pentola al mondo, la più grande casseoula cucinata, e il più gran numero di persone servite durante uno stesso evento. Da quel momento la festa di San Bartolomeo è diventata anche momento di divisioni: prima fra chi preferiva le cipolle alla casseoula, e ora anche fra chi preferisce l’anticipo e chi no. L’anno peggiore fu il 2014, in cui la fierasomigliava a un suk arabo.
San Bartolomeo tra fiera e identità di Ossona
C’è però un aspetto che merita attenzione. Lo stesso report comunale sottolinea come il 24 agosto mantenga per gli ossonesi un “forte valore simbolico e identitario” e come molti partecipanti al questionario abbiano richiamato la tutela della tradizione, arrivando a proporre formule capaci di mantenere insieme festa, momento religioso e manifestazione fieristica. Ed è forse proprio questo il punto sul quale si poteva insistere maggiormente nella comunicazione della festa. Portare la parte commerciale alla domenica può essere una scelta utile per commercianti, espositori e pubblico e, soprattutto, corrisponde al risultato del sondaggio. Ma San Bartolomeo a Ossona non è soltanto bancarelle, ristorazione e mercato: è una ricorrenza che affonda nella storia del paese e che da generazioni identifica il 24 agosto come una giornata particolare.
La fiera di San Bartolomeo è una fiera la cui menzione storica risale nei secoli fino al primo medioevo, e che si rifà alla fondazione della seconda più antica chiesa di Ossona, San Bartolomeo, ad opera dell’ Arcivescovo guerriero Ariberto da Intimiano, precursore, nelle battaglie non solo politiche per la supremazia di Milano quale capitale imperiale dell’Italia allora conosciuta, di Alberto da Giussano, conosciuto nella storia per la famosa battaglia di Legnano e la liberazione di Milano dall’imperatore Barbarossa. La fiera di San Bartolomeo da sempre ospitava il mercato annuale del bestiame, che riporta Ossona alla sua prima funzione sociale conosciuta, quella di Vico, ossia villaggio cresciuto attorno un luogo di mercato e di scambi commerciali durante lo sviluppo della civiltà celto-golasecchiana.
Il programma 2026
Il programma mantiene questo legami storici attraverso le celebrazioni religiose del 23 e del 24 agosto e attraverso alcuni richiami alla storia agricola della manifestazione. Dare ancora maggiore risalto a questa componente avrebbe però aiutato a raccontare non soltanto una fiera che cambia giorno per attirare più pubblico, ma una festa patronale antica che prova ad adattarsi senza perdere la propria identità. Il sondaggio, del resto, racconta entrambe le esigenze: maggiore partecipazione alla domenica, ma anche un legame con il 24 agosto che resta tutt’altro che marginale.
