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Milano: non erano aiuti alimentari, ma pezzi di moto e auto rubate da spedire in Senegal

Dieci persone sono state denunciate tra Milano e la Brianza nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri Forestali su un presunto traffico illecito di rifiuti diretto anche verso il Senegal. I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Milano, hanno eseguito sei perquisizioni nei confronti di cinque autodemolitori delle province di Milano e Monza e Brianza e di un cittadino senegalese titolare di un’impresa individuale. I reati contestati, a vario titolo, sono la gestione illecita di rifiuti, la spedizione transfrontaliera di rifiuti e le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

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🌳 Il container dichiarato come carico di generi alimentari

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore senegalese sarebbe stato coinvolto in una spedizione illegale di rifiuti destinata all’Africa e, in particolare, al Senegal. Nella documentazione doganale avrebbe dichiarato l’esportazione di generi alimentari. Le indagini hanno però portato alla scoperta, all’interno del container, di decine di carcasse di moto che, secondo l’accusa, sarebbero state smaltite illegalmente da autodemolitori dell’hinterland milanese.

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Nel carico sono stati trovati anche decine di motori di automobili non bonificati e quindi classificati come rifiuti pericolosi, oltre a pezzi d apparecchiature elettriche ed elettroniche classificabili come rifiuti. All’interno dello stesso container i Carabinieri Forestali hanno individuato inoltre nove moto risultati rubati. I mezzi erano stati disassemblati e, secondo gli investigatori, questa operazione sarebbe servita a nasconderne la provenienza illecita.

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🚔 L’indagine su un autodemolitore della Brianza

Un altro filone dell’inchiesta riguarda uno degli autodemolitori della provincia di Monza e Brianza. Secondo l’impostazione accusatoria, la società, pur essendo formalmente autorizzata alla gestione dei veicoli fuori uso, avrebbe gestito in maniera sistematica e continuativa ingenti quantitativi di rifiuti senza rispettare le procedure previste. Nel centro sarebbero entrate anche automobili destinate alla rottamazione prive della necessaria tracciabilità. Il trattamento dei mezzi, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe avvenuto in violazione della normativa di settore, con conseguente smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

Durante la perquisizione dell’azienda i militari hanno sequestrato cinque moto ritenute di provenienza illecita, 120 metri cubi di rifiuti metallici, 14 carcasse di automobili riempite con rifiuti speciali estranei all’attività di autodemolizione e 20 blocchi motore dei quali non è stato possibile stabilire l’origine. È stata sequestrata anche documentazione relativa alla tracciabilità dei rifiuti, ora al vaglio degli investigatori. Le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano. Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del processo.

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