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Lombardia, emergenza idrica. L’acqua solo fino ai primi di agosto. Agricoltori contestano la Regione: “L’acqua ad aprile c’era”.

In Lombardia l’emergenza idrica minaccia la parte finale della stagione agricola, mettendo a grande rischio i secondi raccolti, mentre Regione e agricoltori si dividono sulle cause della carenza d’acqua. Il quadro tracciato durante il Tavolo regionale è critico. Alla fine di luglio è stato erogato il 30% di acqua in più rispetto allo stesso periodo del 2022, l’anno della grande siccità, nonostante una disponibilità idrica inferiore del 50%. Secondo l’assessore regionale Massimo Sertori, una gestione parsimoniosa delle riserve ha permesso di salvare il primo raccolto. Le maggiori preoccupazioni riguardano ora la parte occidentale della Lombardia e, in particolare, le risaie alimentate dal Lago Maggiore e dalle acque provenienti dal Piemonte.

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La Regione ha chiesto un ulteriore sostegno alla Svizzera, dove si trovano centrali idroelettriche a monte del bacino, e ai concessionari italiani, tra i quali Enel. Un nuovo accordo è stato inoltre raggiunto per i bacini dell’Adda e dell’Oglio, mentre prosegue il confronto con Terna per assicurare acqua al bacino del Chiese fino alla conclusione della stagione irrigua.

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🌾 Agosto senza prospettive per l’irrigazione

L’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha fissato nei primi giorni di agosto il limite oltre il quale non sarà più possibile garantire la prosecuzione dell’irrigazione. Arrivare a settembre, secondo l’assessore, è di fatto impossibile. Il primo raccolto è stato in gran parte salvato, ma i secondi raccolti diventano sempre più difficili. Beduschi ha quindi invitato il settore agricolo a programmare diversamente semine e colture e a utilizzare metodi irrigui capaci di ridurre il consumo d’acqua.

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Per la Regione, la scarsità idrica non rappresenta più un’emergenza occasionale. Sertori ha parlato di un problema ormai strutturale, che richiede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete irrigua, ma anche una revisione delle scelte colturali. La Giunta regionale, il 6 luglio, ha inoltre disciplinato la possibilità di deroghe temporanee al deflusso minimo vitale ed ecologico nei bacini con un deficit superiore al 30%. La priorità viene assegnata alle coltivazioni necessarie per completare il primo raccolto, mentre gli eventuali secondi raccolti devono essere adeguatamente motivati.

🚜 Riscatto agricolo: «Non è soltanto colpa del clima»

La ricostruzione della Regione viene però contestata da Riscatto agricolo. L’associazione non nega gli effetti del cambiamento climatico, ma sostiene che la situazione sia stata aggravata dalle modalità con cui l’acqua è stata gestita durante la primavera. Secondo gli agricoltori, ad aprile sarebbero stati rilasciati ingenti quantitativi d’acqua dal Lago Maggiore, quando il fabbisogno delle colture non era ancora elevato. Da qui la richiesta di chiarire perché la riserva sia stata ridotta prima dell’estate.

Si tratta, al momento, di una contestazione avanzata dall’associazione: nei documenti esaminati non è stata trovata una verifica tecnica indipendente che dimostri un rapporto diretto tra i rilasci di aprile e l’attuale emergenza.

Un dato ufficiale permette però di precisare il quadro. Il 29 aprile l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha autorizzato l’innalzamento della regolazione del Lago Maggiore fino a 1,40 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende. La misura avrebbe dovuto consentire di accumulare tra 20 e 30 milioni di metri cubi aggiuntivi, destinati soprattutto all’agricoltura nei periodi di maggiore necessità. Il livello di 1,50 metri non è invece quello autorizzato: rappresenta un possibile obiettivo futuro del percorso di innalzamento.

💧 Canali e manutenzione, l’altra accusa

Riscatto agricolo denuncia anche la mancata rimozione dei detriti e il mancato ripristino del fondo dei canali. Secondo l’associazione, anni di manutenzione insufficiente avrebbero ridotto la capacità della rete di distribuire regolarmente l’acqua disponibile. Gli agricoltori chiedono quindi che le responsabilità non siano attribuite esclusivamente al clima e sollecitano trasparenza sui rilasci effettuati, sulla gestione della diga della Maiorina e sulle condizioni dei corsi d’acqua. L’associazione ritiene che le riserve rimaste possano coprire circa quindici giorni, nella speranza dell’arrivo di piogge sufficienti a migliorare il livello del lago.

Sul tavolo resta anche la richiesta di riconoscere lo stato di calamità, sostenuta nel dibattito del comparto risicolo per consentire alle aziende colpite di affrontare perdite produttive e costi crescenti. Prima ancora degli eventuali aiuti, però, gli agricoltori chiedono una risposta precisa: quanta acqua è stata rilasciata in primavera, sulla base di quali valutazioni e con quali conseguenze sulle riserve disponibili oggi.

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Redazione CNNZ

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Un pensiero su “Lombardia, emergenza idrica. L’acqua solo fino ai primi di agosto. Agricoltori contestano la Regione: “L’acqua ad aprile c’era”.

  • Buongiorno e ‘d30anni che sento le solite barzellette,ma perché non vengono fatte le vasche di laminazione sul Po e varie zone della regione l’acqua bisogna prenderla quando c’è .col sole niente acqua signori e basta con queste palle

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