Truffe agli anziani, scoperta centrale operativa: ricostruiti 33 colpi tra Milano, Roma e il resto d’Italia
Le truffe agli anziani continuano a colpire in tutta Italia e, da anni, numerose indagini delle Procure e delle forze dell’ordine hanno individuato basi operative di queste organizzazioni nell’area napoletana. Arrivare però ai singoli responsabili non è semplice: chi organizza questi raggiri utilizza telefoni, complici e ruoli ben distribuiti, rendendo difficile attribuire con certezza ogni episodio. Per questo motivo i 33 casi ricostruiti dagli investigatori rappresentano un risultato investigativo di particolare rilievo. Smantellare una struttura di questo tipo può rallentare l’attività dell’organizzazione, ma resta fondamentale che i cittadini, soprattutto gli anziani, continuino a diffidare di telefonate sospette e di chiunque chieda denaro, gioielli o altri beni con qualsiasi pretesto.
Nei giorni scorsi il Pool Anti Truffe della Procura di Milano, composto da agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Milano, ha eseguito una perquisizione a Napoli con il supporto del Commissariato Vicaria Mercato e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato. Nel mirino degli investigatori è finita l’abitazione di una coppia di cittadini italiani, una donna di 26 anni e un uomo di 28, ritenuta il punto di riferimento di un’organizzazione che, secondo gli investigatori, avrebbe operato in tutta Italia commettendo truffe, furti in abitazione e rapine ai danni di persone anziane.
👮 Le telefonate partivano da una vera centrale operativa
L’indagine ha consentito di ricostruire, allo stato degli accertamenti, 33 episodi avvenuti in diverse regioni italiane, con particolare frequenza a Milano e a Roma. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, proprio dall’abitazione perquisita partivano le telefonate utilizzate per mettere in scena uno dei raggiri più diffusi degli ultimi anni. Le vittime venivano contattate da persone che si presentavano come appartenenti alle Forze dell’Ordine.
Raccontavano che l’automobile di un figlio o di un altro familiare era stata ripresa dalle telecamere vicino a una gioielleria appena rapinata e che, per chiarire la posizione del parente, era necessario consegnare denaro, gioielli e oggetti di valore a presunti incaricati che si sarebbero presentati a domicilio per effettuare controlli. In questo modo gli anziani, convinti di aiutare un familiare coinvolto in un’indagine, consegnavano spontaneamente tutti i propri beni ai complici.
📹 Pareti insonorizzate e videosorveglianza abusiva
Durante la perquisizione gli investigatori hanno scoperto locali appositamente predisposti come una vera e propria centrale operativa. Le stanze erano rivestite con pannelli fonoassorbenti per impedire che le conversazioni fossero udite dall’esterno. All’interno erano presenti sofisticate apparecchiature tecnologiche e un sistema di videosorveglianza abusivo che consentiva di controllare costantemente gli accessi all’edificio e le strade circostanti. Da questi locali, secondo gli accertamenti, venivano effettuate le telefonate e coordinati in tempo reale i complici incaricati di raggiungere le abitazioni delle vittime per ritirare denaro e preziosi. L’intera struttura è stata sottoposta a sequestro. La coppia di conviventi è stata denunciata all’Autorità giudiziaria.
⚠️ Come difendersi
Le forze dell’ordine ricordano che nessun appartenente a Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza chiede di consegnare denaro, gioielli o altri beni per risolvere problemi giudiziari di un familiare. In presenza di telefonate di questo tipo è importante interrompere immediatamente la conversazione, contattare direttamente il proprio familiare e chiamare il Numero Unico di Emergenza 112 prima di compiere qualsiasi gesto.
