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Ossona trema ancora. Per il sindaco Venegoni il confronto è un valore, ma non quando lo chiedono l’opposizione o i suoi assessori. Che poi ovviamente se ne vanno

A Ossona si apre un nuovo fronte politico dopo le dimissioni dell’assessore Fabio Porzio e la replica del consigliere Sergio Garavaglia. Il punto non riguarda solo l’uscita dalla Giunta dell’assessore ai Lavori pubblici, all’Edilizia privata, alle Manutenzioni, all’Urbanistica e all’Ambiente. Il nodo è anche un passaggio delle dichiarazioni del sindaco Giovanni Venegoni, pubblicate dal Settimanale Magenta-Legnano, in cui il primo cittadino rivendica il valore del confronto politico.

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Venegoni ha dichiarato che per la sua amministrazione “il confronto politico è sempre stato garantito e rappresenta un valore imprescindibile”. Una frase che, però, arriva dopo una risposta ufficiale inviata al consigliere di minoranza Sergio Garavaglia, nella quale lo stesso sindaco aveva respinto “ogni tentativo di strumentalizzare i normali flussi burocratici a fini di pura polemica politica”.

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🏛️ La richiesta della Prefettura sui camini

La vicenda parte dalla questione dei camini della Cta Srl di via Europa, da anni al centro delle contestazioni del cittadino Castrese Tufo. Dopo un esposto, la Prefettura di Milano aveva chiesto al Comune di Ossona elementi di valutazione, documentazione relativa ai camini e notizie sulle eventuali iniziative intraprese. Garavaglia, consigliere comunale di minoranza e capogruppo di Insieme per Ossona, aveva presentato un’interpellanza il 7 maggio. Chiedeva al sindaco di riferire al Consiglio comunale sullo stato dei luoghi, sulle attività avviate e sul riscontro inviato alla Prefettura. insomma, voleva sapere cosa era stato scritto al prefetto, cosa assolutamente lecita e di interesse pubblico. Siamo infatti curiosi anche noi, qui in redazione, sul contenuto diquella risposta.

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La risposta del sindacoa al consigliere comunale è arrivata con protocollo del 9 giugno. Venegoni ha comunicato che la nota era stata inviata alla Prefettura di Milano e che l’istituzione era stata informata sullo stato dei luoghi e sulle azioni concrete già intraprese o da intraprendere da parte dell’ente.

⚖️ La frase che accende lo scontro

Il passaggio contestato arriva subito dopo. Nella stessa risposta, il sindaco ha scritto che l’amministrazione continua a lavorare per la comunità “respingendo ogni tentativo di strumentalizzare i normali flussi burocratici a fini di pura polemica politica”. Per Garavaglia quella frase è il centro del problema. Nella lettera inviata al sindaco, il consigliere contesta il fatto che le interpellanze della minoranza vengano lette come uno strumento di polemica e non come esercizio del ruolo di controllo affidato all’opposizione. Chiede inoltre le scuse ai consiglieri comunali, ritenendo quelle parole lesive della loro onorabilità.

La contraddizione politica nasce qui. Da un lato il sindaco, parlando delle dimissioni di Porzio, presenta il confronto politico come un valore garantito dalla sua amministrazione, la cui mancanza Fabio Porzio mette fra le motivazioni della sue dimissioni. Dall’altro, in una risposta formale a un consigliere di minoranza, collega la richiesta di chiarimenti, su una pratica seguita anche dalla Prefettura, a una possibile strumentalizzazione politica.

📌 Dopo Porzio, il clima resta teso

Le dimissioni di Fabio Porzio hanno riacceso il dibattito sul funzionamento della macchina comunale e sui rapporti interni all’amministrazione. Secondo quanto riportato dal settimanale, Venegoni ha preso atto della scelta dell’assessore, dicendo di rispettarla sul piano personale ma di non condividerne le motivazioni. Ha anche difeso la struttura comunale, respingendo le accuse rivolte agli uffici, anche se non è un mistero per nesuno che poco dopo l’insediamento dell’amminsitrazioni di Giovanni Venegoni, ai tecnici del comune di Ossona sono stati affiancati dei tecnici del comune di Marcallo con Casone.

Il caso Garavaglia si inserisce in questo tesissimo clima. La minoranza rivendica il diritto di chiedere atti, chiarimenti e passaggi in Consiglio comunale, soprattutto quando nella vicenda è intervenuta la Prefettura. Il sindaco, invece, ha rivendicato il lavoro dell’amministrazione e degli uffici, respingendo quella che considera una lettura polemica dei passaggi burocratici. Resta il fatto politico: il confronto viene indicato come valore, ma quando prende la forma di un’interpellanza su una richiesta della Prefettura diventa, nella risposta del sindaco, un tentativo di strumentalizzazione e un disturbo per gli uffici. È su questa distanza tra principio dichiarato e risposta scritta che ora si concentra lo scontro tra maggioranza e opposizione.

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Redazione CNNZ

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