Milano, omicidio Guerrino: fermato un 19enne alla stazione di Melzo
Milano, i Carabinieri hanno fermato un 19enne nell’indagine sull’omicidio di Pietro Roberto Guerrino, l’interprete trovato morto in casa in via Oxilia. La svolta è arrivata dopo giorni di accertamenti sull’uccisione del traduttore simultaneo, colpito alla testa nel salotto del suo appartamento al quarto piano di via Oxilia 11, nella zona NoLo, cioè Nord Loreto, fra il piazzale e la stazione Centrale. Il corpo era stato trovato il 13 giugno. Il giovane fermato, di origine marocchina, è ora in carcere.
Il fermo di indiziato di delitto è stato disposto dal pubblico ministero Carlo Scalas. Secondo quanto ricostruito, il provvedimento è stato deciso anche per il pericolo di fuga: il 19enne è stato bloccato alla stazione ferroviaria di Melzo, nel Milanese, con diversi bagagli.
👮 Il fermo alla stazione di Melzo, c’è anche un minorenne
Il 19enne è stato trovato e fermato dai Carabinieri della Compagnia Duomo e del Nucleo investigativo di Milano, lo scorso lunedì sera. Mercoledì mattina il fermo è stato convalidato dal Gip. Il ragazzo aveva con sè l’iPad della vittima. Il dispositivo era fra gli oggetti che gli investigatori sapevano essere stati portati via dall’appartamento dopo l’aggressione. Il ritrovamento è diventato quindi uno degli elementi dell’accusa.
Ma la storia non si concludecon questo arresto. I carabinieri stanno indagando per valutare la posizione di un 17enne, anche lui di origine marocchina, sotto il coordinamento della Procura per i minorenni di Milano. Il minorenne, secondo quanto emerso dalle prove trovae dai carabinieri, il giorno dell’omicidio si trovava in compagnia del 19enne.
🔎 I riscontri tra RIS e telecamere
Nell’appartamento di via Oxilia sono stati eseguiti rilievi tecnico-scientifici dal RIS di Parma, il Reparto speciale di investigazioni scientifiche dei Carabinieri. Gli accertamenti effettuati hanno confermato la presenza del 19enne nell’abitazione. Non sono stati molto più precisi nella determinazioe delle prove ma non è difficile intuire che hanno trovato impronte digitali o resti di dna che provano le accuse formulate.
Attraverso le telecamere di sorveglianza che sono state analizzate hanno seguito i movimenti del giovane. Le immagini hanno infatti consentito di seguire il percorso dal luogo del delitto fino a Melzo, dove il 19enne è stato poi rintracciato e bloccato. L’indagine prosegue per avere una ricostruzione più esatta dei fatti. Al momento, però, c’è il fermo convalidato dal giudice, mentre gli accertamenti tecnici e le verifiche sulla posizione del minorenne
