Milano, Omicidio di Roberto Guerrino. I primi risultati dell’indagine e quella statuetta di Buddha
A Milano le indagini sull’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, interprete internazionale trovato morto in via Oxilia, si concentra sui sui contatti online, sugli oggetti spariti dall’appartamento e sui reperti insanguinati. Il 60enne viveva da solo in un bilocale al quarto piano del civico 11, nel quartiere NoLo. Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dal pm di Milano Carlo Scalas. Secondo quanto ricostruito finora, l’uomo è stato colpito più volte alla testa. L’autopsia dovrà chiarire con precisione causa, dinamica e orario della morte.
🚔 Gli oggetti spariti e la pista dell’incontro
Dall’appartamento sarebbero spariti cellulare, computer e portafogli della vittima. Non è ancora escluso che manchino anche altri oggetti, perché l’inventario completo di ciò che era presente in casa deve essere ancora completato. Questo elemento tiene aperta la pista di una rapina, ma gli investigatori stanno lavorando soprattutto sui contatti personali e digitali dell’interprete, anche perchè era già stato vittima di rapine nel recente passato. Uno degli scenari investigativi porta a un appuntamento fissato online, probabilmente tramite una app di incontri. L’ipotesi di un incontro privato finito poi con una lite e con l’aggressione. Tra le ipotesi c’è anche quella di una richiesta di denaro respinta dalla vittima, ma al momento non risulta alcuna ricostruzione definitiva.
🚔 Le statuette di Buddha sotto esame
Nel bilocale sono stati trovati diversi oggetti pesanti sporchi di sangue. Tra questi, alcune statuette raffiguranti Siddharta, che Guerrino aveva raccolto dopo essersi avvicinato alla fede buddista. Gli accertamenti dovranno stabilire se uno di quei soprammobili sia compatibile con le ferite riscontrate sul corpo. Gli specialisti dovranno valutare forma, peso e superficie degli oggetti, oltre all’eventuale presenza di impronte o tracce biologiche utili. Non è escluso che la vittima possa aver tentato di difendersi. In quel caso, gli esami sul corpo potrebbero restituire elementi importanti per identificare chi era con lui nell’appartamento.
Resta complesso anche il lavoro sulle telecamere. Secondo quanto emerso, una delle videocamere che puntava sull’ingresso del palazzo sarebbe risultata inutilizzabile perché malfunzionante. Proseguono quindi le verifiche sugli altri impianti di videosorveglianza della zona e sulle persone che possono aver visto movimenti utili tra venerdì sera e sabato.
🚔 Il precedente del 2023
Nelle indagini torna anche un episodio del 2023. Guerrino aveva denunciato una rapina avvenuta dopo un appuntamento fissato tramite Grindr, l’app dedicata agli incontri sessuali fra persone omosessuali . Secondo quella ricostruzione, l’uomo incontrato nell’appartamento gli avrebbe chiesto denaro per una prestazione sessuale e, dopo il rifiuto, lo avrebbe minacciato, facendosi consegnare prima 25 euro e poi altri 250 euro trovati nel portafogli
. Pochi giorni dopo, lo stesso uomo si sarebbe ripresentato alla porta. Guerrino non lo fece entrare e chiamò il 112. Il 12 marzo successivo, però, un nuovo appuntamento con un’altra persona avrebbe permesso allo stesso rapinatore di rientrare nell’abitazione con la forza. In quella circostanza l’interprete fu picchiato e costretto a scendere verso un bancomat, ma riuscì ad attirare l’attenzione dei passanti e a mettere in fuga gli aggressori. Grazie anche a una foto scattata dalla vittima, i carabinieri arrivarono a individuare un 25enne egiziano, poi segnalato in Procura per rapina e lesioni. Quel precedente non viene indicato come collegato direttamente all’omicidio di via Oxilia, ma è un elemento che gli investigatori stanno rileggendo per valutare eventuali analogie nelle modalità.
