Cremona, Antonia Bertocchi rilancia la Teoria del Phylum umano
Da Cremona l’antropologa Antonia Bertocchi rilancia la Teoria del Phylum, una lettura delle origini umane che intreccia neotenia, ibridazioni antiche e industria litica. Il tema è al centro di un video divulgativo dedicato alla paleoantropologia e alle domande ancora aperte sull’evoluzione della nostra specie. La prospettiva proposta dall’antropologa mette in discussione l’immagine più lineare dell’evoluzione umana e guarda invece a un percorso più complesso, nel quale diverse linee di ominidi avrebbero potuto entrare in relazione tra loro nel Corno d’Africa.
🧬 Neotenia e origini umane
Uno dei punti centrali della riflessione è la neotenia, cioè la permanenza nell’adulto di caratteri giovanili. Nel video questo concetto viene usato come chiave per leggere alcuni tratti della specie umana e per collegare biologia, genetica e cultura. La Teoria del Phylum, così come viene presentata da Antonia Bertocchi, prova a riaprire il dibattito sulle nostre origini partendo da una domanda precisa: l’evoluzione dell’uomo è stata davvero il risultato di una sola linea dominante o va letta come l’esito di contatti, mescolanze e passaggi tra gruppi diversi?
Gli strumenti più antichi e il dubbio su Homo e Paranthropus
Il video richiama anche le industrie litiche Olduvaiane, con strumenti datati a circa 2,9 milioni di anni fa. Le ricerche più recenti hanno documentato la presenza di strumenti litici antichi in contesti associati anche a resti di Paranthropus. Questo dato apre una questione importante: la capacità tecnologica era esclusiva del genere Homo o poteva essere condivisa da altre linee evolutive? Il riferimento va allo studio pubblicato nel 2023 da Thomas W. Plummer e altri ricercatori su Science, dedicato alla distribuzione geografica e alle strategie alimentari dei primi ominini Olduvaiani e di Paranthropus. In quel quadro, l’uso di strumenti non appare più come un confine semplice e netto tra “noi” e gli altri ominidi.
🌍 Lomekwi 3 e l’alba della tecnologia
Un altro passaggio riguarda Lomekwi 3, in Kenya, dove il team guidato da Sonia Harmand ha identificato strumenti litici risalenti a circa 3,3 milioni di anni fa. La scoperta ha anticipato l’origine della tecnologia rispetto a quanto si pensava in passato e ha reso ancora più complessa la domanda sugli autori di quei manufatti. Il punto, nella lettura divulgativa proposta dal video, non è chiudere la questione con una risposta definitiva. È piuttosto mostrare quanto il quadro delle origini umane sia ancora mobile, attraversato da nuove scoperte, ipotesi interpretative e dati che obbligano a rivedere vecchi schemi.
🔎 Una teoria tra scienza e futuro
La riflessione di Antonia Bertocchi non resta confinata al passato remoto. La Teoria del Phylum viene presentata come una proposta che unisce biologia, archeologia e genetica, ma anche come uno stimolo a ripensare il futuro della specie umana. Nel percorso indicato dal video, lo studio delle origini non serve solo a capire da dove veniamo. Serve anche a interrogare il rapporto tra umanità, ambiente, tecnologia e responsabilità. È una prospettiva originale, da leggere come contributo al dibattito e non come verità scientifica già acquisita in modo definitivo.
