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Vittuone, il 2 Giugno nasce primo caso politico fra tra Comune, PD e ANPI

A Vittuone la Festa della Repubblica del 2 giugno è diventata il primo terreno di scontro tra la nuova amministrazione comunale, il Partito Democratico locale e l’ANPI. La polemica è nata a pochi giorni dalle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, vinte da Elena Comerio, eletta sindaco con il centrodestra. Al centro del confronto ci sono le modalità della celebrazione del 2 giugno e, in particolare, il ruolo dell’ANPI nella cerimonia pubblica.

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Il Partito Democratico di Vittuone ha contestato la scelta della nuova amministrazione, sostenendo che non sarebbe stata mantenuta l’impostazione prevista dalla giunta uscente. Secondo il PD, la celebrazione avrebbe dovuto svolgersi nel solco della tradizione, con l’omaggio alla stele “Alberi della Memoria” e il coinvolgimento dell’ANPI locale. Nel comunicato dem si parla invece di una cerimonia spostata direttamente in piazza Italia, con la banda e il discorso del sindaco.

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La replica del Comune sulla cerimonia

L’amministrazione comunale ha risposto il 30 maggio con una nota in cui respinge la ricostruzione del Partito Democratico. Il primo punto chiarito riguarda il presunto incontro con l’ANPI. Secondo il Comune, non c’è stata alcuna convocazione, né formale né informale, dei rappresentanti dell’associazione da parte del sindaco. La versione dell’amministrazione è diversa: i rappresentanti dell’ANPI si sarebbero presentati autonomamente in municipio e il breve scambio di opinioni avvenuto all’ingresso del palazzo comunale non sarebbe stato un incontro istituzionale convocato per comunicare decisioni già prese.

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Il Comune invita quindi a evitare ricostruzioni che possano creare fraintendimenti tra i cittadini. Nella nota viene ribadito che non esiste alcuna volontà di cancellare o sminuire il ruolo della Resistenza, dei partigiani e dell’antifascismo, definiti parte fondamentale della storia nazionale e del percorso che ha portato l’Italia alla libertà e alla democrazia.

🏛️ Festa di tutti, ma il confronto resta aperto

Il passaggio politico più netto riguarda il significato del 2 giugno. L’amministrazione ricorda che la Festa della Repubblica celebra la nascita della Repubblica italiana, nata dal referendum istituzionale del 1946, e sostiene che la ricorrenza appartenga a tutti gli italiani. Nel comunicato viene anche richiamata la pluralità della Resistenza, composta da sensibilità politiche diverse: cattoliche, laiche, socialiste, liberali e anche monarchiche, con i cosiddetti partigiani azzurri. Un modo per sostenere che la lotta di Liberazione non possa essere letta come patrimonio esclusivo di una sola parte politica.

Sull’ANPI, la posizione dell’amministrazione è altrettanto chiara: l’associazione ha pieno titolo a partecipare alle celebrazioni civili e al ricordo della storia democratica, ma non può rivendicare un ruolo privilegiato o esclusivo nelle celebrazioni del 2 giugno. La scelta organizzativa, secondo il Comune, dipende da ragioni istituzionali e pratiche, anche per i tempi stretti legati al recente passaggio elettorale. La delibera richiamata dal PD, aggiunge l’amministrazione, avrebbe avuto solo carattere di indirizzo e avrebbe lasciato alla nuova giunta le decisioni definitive. Resta il fatto politico.

Il Partito Democratico ha chiesto ai cittadini di ritrovarsi il 2 giugno presso la stele della memoria, tra il cimitero e la casa di riposo, accanto all’ANPI. Il Comune, invece, rivendica la volontà di celebrare la Festa della Repubblica nel segno dell’unità, del rispetto delle istituzioni democratiche e dei valori costituzionali. A Vittuone, quindi, il primo confronto pubblico dopo il voto nasce attorno a una ricorrenza che, nelle intenzioni di tutti, dovrebbe unire. Proprio per questo la polemica pesa di più: non riguarda solo il programma della cerimonia, ma il modo in cui una comunità sceglie di tenere insieme memoria, istituzioni e appartenenza repubblicana.

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