Casorezzo, il Consiglio di Stato conferma: Solter ed Ecoter devono versare 100mila euro al Comune
A Casorezzo il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Lombardia nel contenzioso avviato dal Comune contro Solter ed Ecoter per i mancati ripristini ambientali previsti dalla Convenzione del 2002. Le due società dovranno versare all’ente 100mila euro a titolo di risarcimento per i danni morali ed esistenziali legati al degrado dell’area dell’ex cava.
La decisione si inserisce nella lunga vicenda della discarica Solter, nell’area dell’ex cava al confine tra Casorezzo e Busto Garolfo, seguita da anni da Cronaca Ossona. La Convenzione del 2002 prevedeva opere di ripristino ambientale dell’area estrattiva, tra cui interventi di rinaturalizzazione e recupero paesaggistico. Il Tar, nel 2023, aveva riconosciuto l’inadempimento e disposto il risarcimento; ora il Consiglio di Stato ha confermato quell’impianto.
⚖️ Una vittoria giudiziaria che per Casorezzo resta amara
Nel comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale, il Comune rivendica il valore della pronuncia, ma sottolinea anche il peso di una decisione arrivata quando il quadro sul territorio è ormai cambiato. Le dichiarazioni vengono riportate integralmente:
“Questa sentenza ci lascia solo parzialmente soddisfatti. Di positivo c’è che stabilisce un principio (che comunque pareva scontato): se viene firmata una convenzione, le parti la devono rispettare. Inoltre, il Comune di Casorezzo incamera un risarcimento che, quando le due aziende lo verseranno, porterà un po’ di liquidità al bilancio. Come consuetudine ne verrà data pronta informazione. Di contro si tratta di una sentenza che sa un po’ di beffa. Perché significa anche che Città Metropolitana di Milano non avrebbe dovuto approvare il progetto discarica.
Purtroppo, il TAR ha dovuto prendere atto che ormai la discarica esiste. Se la giustizia amministrativa fosse stata più veloce e questa sentenza fosse stata emessa per tempo, dato che questo è stato il primo ricorso presentato dal Comune di Casorezzo su questa vicenda (2017), ma soprattutto, se Città Metropolitana di Milano non si fosse fossilizzata su posizioni palesemente sbagliate, oggi al posto di una discarica avremmo un parco.
Non neghiamo che ci saremmo aspettati una cifra maggiore come risarcimento, dato il grave danno che è stato causato al territorio e ai cittadini di Casorezzo. Rimane la soddisfazione di aver avuto ragione fin dall’inizio. Di aver interpretato bene i documenti e le leggi. E la speranza che questa sentenza sia utile per il futuro.”
La posizione del Comune richiama il nodo centrale di tutta la battaglia amministrativa e ambientale sulla ex cava: la richiesta, avanzata da anni dagli enti locali e dai comitati, di vedere rispettati gli obblighi di recupero dell’area prima che il progetto discarica arrivasse a compimento. Cronaca Ossona aveva già seguito i passaggi più delicati della vicenda, dalle contestazioni sulla trasformazione della cava alla successiva stagione dei ricorsi e delle pronunce amministrative.
🌳 Dalla convenzione del 2002 alla discarica già realizzata
La sentenza conferma quindi due elementi: la validità della Convenzione del 2002 e il diritto del Comune di Casorezzo a ottenere un risarcimento per il mancato rispetto degli impegni ambientali. Resta però il dato politico e territoriale evidenziato dall’Amministrazione: la pronuncia arriva quando la discarica Solter è ormai una realtà, mentre il recupero ambientale immaginato negli accordi originari non ha trovato attuazione nei tempi rivendicati dal Comune.
Per Casorezzo la decisione del Consiglio di Stato chiude un capitolo importante del contenzioso sui mancati ripristini, ma non cancella la ferita aperta attorno all’ex cava. Il Comune incasserà 100mila euro quando Solter ed Ecoter provvederanno al pagamento, mentre resta affidata al dibattito pubblico e istituzionale la riflessione sugli effetti di una vicenda giudiziaria durata anni, maturata sullo sfondo di uno dei dossier ambientali più discussi dell’Alto Milanese.
