Milano, vernice sull’Arco della Pace : arriva il conto dal tribunale. Condanne per Ultima Generazione
Milano, il Tribunale ha pronunciato condanne a quattro mesi per l’imbrattamento dell’Arco della Pace da parte di Ultima Generazione; assoluzione, invece, nel caso della BMW di Warhol. La sentenza di primo grado è stata emessa nel pomeriggio di lunedì 18 maggio dalla giudice della quarta sezione penale, Mariapia Blanda. Il procedimento riuniva due azioni compiute in città: quella del 15 novembre 2023 contro l’Arco della Pace e quella del 18 novembre 2022 alla Fabbrica del Vapore, dove era esposta l’Art Car di Andy Warhol.
L’arco della Pace
Per il blitz in piazza Sempione sono arrivate le condanne. Gli attivisti avevano gettato vernice arancione contro i basamenti e alcune colonne del monumento. Per l’altro episodio, invece, il Tribunale ha disposto il proscioglimento per particolare tenuità del fatto. er il capitolo dell’Arco della Pace si era costituita parte civile la Soprintendenza per i beni culturali. Il Ministero della Cultura aveva chiesto un risarcimento di 97 mila euro per i danni patrimoniali e di 20 mila euro per quelli non patrimoniali.
Secondo quanto riferito da Ultima Generazione dopo la sentenza, il giudice avrebbe accolto la richiesta relativa ai danni patrimoniali, rinviando alla sede civile la quantificazione di quelli non patrimoniali. Dopo l’azione, i tecnici del Comune di Milano e della Soprintendenza avevano infatti escluso che bastasse una semplice idropulizia per rimuovere il colore. Nel 2024 era stato quindi affidato alla ditta specializzata Gasparoli un intervento di pulizia e restauro da circa 52 mila euro.
La tesi sul restauro “comunque necessario”
Nel comunicato diffuso dopo la sentenza, Ultima Generazione sostiene che l’Arco della Pace «avrebbe comunque dovuto essere restaurato» per gli effetti dell’inquinamento sulla pietra. Sul caso milanese, però, le verifiche disponibili collegano l’intervento disposto dalla Soprintendenza alla rimozione della vernice lasciata sul monumento durante il blitz del 15 novembre 2023. Gli attivisti avevano rivendicato la natura lavabile del colore utilizzato. Le valutazioni tecniche rese note nei giorni successivi all’imbrattamento portarono invece a indicare la necessità di un restauro accurato, poi effettivamente affidato e realizzato.
L’altro segmento del processo riguardava la BMW M1 dipinta da Andy Warhol, esposta alla Fabbrica del Vapore. Durante il blitz del 18 novembre 2022 furono gettati sull’opera otto chili di farina. Due partecipanti si incollarono ai finestrini della vettura, mentre altri si incollarono al pavimento e fecero esplodere palloncini di vernice, secondo le ricostruzioni dell’epoca. Per questo episodio è arrivato il proscioglimento per particolare tenuità del fatto.
Non l’unico fronte giudiziario a Milano
La sentenza sull’Arco della Pace si inserisce in una serie di procedimenti milanesi legati alle azioni di Ultima Generazione. A fine aprile 2026 undici attivisti sono stati rinviati a giudizio per l’imbrattamento della statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo e per altri blitz compiuti tra il 2022 e il 2023. Nel giugno 2024, invece, cinque giovani del movimento erano stati assolti per essersi incollati al basamento di una statua di Boccioni al Museo del Novecento. Nel comunicato diffuso dopo la sentenza di Milano, Ultima Generazione ha annunciato l’intenzione di presentare appello contro la condanna per l’Arco della Pace.
