Milano, medaglia d’oro a Renato Briano: ucciso sulla M1 dalle Brigate Rosse nel 1980
A Milano la Prefettura ha consegnato la medaglia d’oro di Vittima del terrorismo alla memoria di Renato Briano, ucciso nel 1980 sulla M1. Il riconoscimento è stato consegnato dal prefetto Claudio Sgaraglia a Maria Adelaide e Andrea Briano, figli dell’allora direttore del personale della Ercole Marelli. La medaglia è stata conferita dal Presidente della Repubblica con decreto del 6 maggio 2025, per ciò che era successso a Milano il 12 novembre 1980. La cerimonia si inserisce nel Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, che in Italia ricorre ogni 9 maggio.
🕯️ L’attentato sulla linea rossa della metropolitana
Renato Briano aveva 47 anni e si stava recando al lavoro a Sesto San Giovanni. La mattina del 12 novembre 1980 era su un convoglio della linea 1 della metropolitana milanese, la linea rossa, diretto verso Sesto Marelli. Sull’orario le ricostruzioni non sono perfettamente sovrapponibili: alcune fonti storiche collocano l’agguato alle 8.20, mentre negli atti parlamentari del 14 novembre 1980 si parla delle 8.40 circa. Era uno dei treni del primo mattino, in pieno orario di spostamento dei pendolari.
Il commandodelle brigate rosse lo ha colpito all’interno della carrozza con due colpi di pistola. Briano è morto davanti agli altri passeggeri, colpito in peno dauna distanza ravvicinata. Dopo l’omicidio, i terroristi hanno dichiarato la propria appartenenza alle Brigate Rosse, hanno tenuto a distanza i presenti con le armi e sono scesi alla fermata di Gorla, riuscendo a dileguarsi.
🚇 La rivendicazione e il contesto
L’omicidio è stato rivendicato dalle Brigate Rosse, colonna Walter Alasia. Le ricostruzioni storiche raccontano di una telefonata all’agenzia di stampa Ansa nella stessa mattinata, intorno alle 10, e una successiva rivendicazione anche a Radio Popolare. In altre schede memoriali la firma viene indicata come Brigate Rosse – colonna Walter Alasia – Luca – Brigata Sesto San Giovanni.
Briano era uno dei dirigenti coinvolti nella fase difficile della Ercole Marelli, azienda simbolo della cintura industriale milanese. In quei mesi la fabbrica attraversava una stagione di tensioni e trattative sindacali. La sua uccisione colpì Milano non solo per il ruolo della vittima, ma anche per il luogo scelto: una carrozza della metropolitana, tra persone che stavano andando al lavoro. Sembrava un vero attacco ai lavoratori, per uccidere un dirigente che si recavain ufficio comeloro, con il metro.
La consegna della medaglia d’oro ai figli riporta quel nome dentro la memoria pubblica della città. Non solo come una pagina degli anni di piombo, ma come il ricordo di un uomo ucciso mentre compiva un gesto quotidiano: prendere la metropolitana per andare in fabbrica.
