Tirana, smantellati i call center delle truffe online: oltre 50 milioni di danni
A Tirana, in Albania, una rete di call center per truffe online è stata smantellata dopo un’indagine congiunta tra Austria e Albania, con Eurojust ed Europol. Il primo punto dell’inchiesta è partito da Vienna, intorno a giugno 2023, quando alle autorità austriache sono arrivate numerose segnalazioni di persone truffate attraverso piattaforme online. Da quei casi è emerso il possibile collegamento con cittadini albanesi e con strutture operative attive a Tirana.
Le autorità austriache e albanesi hanno quindi avviato un’indagine comune, sostenuta da Eurojust ed Europol. Il lavoro investigativo è durato oltre due anni e ha portato a ricostruire una rete organizzata, accusata di aver gestito frodi informatiche su larga scala attraverso più call center. Secondo Eurojust, i danni economici complessivi superano i 50 milioni di euro.
👮♂️ Da Vienna ai call center di Tirana
I call center individuati dagli investigatori non funzionavano come strutture improvvisate. Secondo quanto emerso, gli operatori erano divisi in gruppi da sei a otto persone e lavoravano per lingua, tra cui tedesco, inglese, italiano, greco e spagnolo. Ogni gruppo si rivolgeva al proprio mercato di riferimento, con capigruppo incaricati di seguire il lavoro quotidiano. La struttura, secondo le autorità, aveva una gestione gerarchica simile a quella di un’azienda.
Gli operatori ricevevano uno stipendio mensile di circa 800 euro e una commissione crescente per ogni truffa andata a buon fine, pagata in parte in contanti e in parte tramite bonifico bancario. Il sistema contestato agli arrestati era quello delle false opportunità di investimento. Le vittime venivano convinte a trasferire denaro con la promessa che quei fondi sarebbero stati investiti per loro conto. In realtà, secondo gli investigatori, si trattava di piattaforme fraudolente costruite per sottrarre denaro.
💻 La seconda truffa dopo la prima perdita
Un altro passaggio dell’indagine riguarda le vittime già colpite da precedenti frodi online. Secondo Eurojust, alcune persone venivano ricontattate con la promessa di recuperare i soldi persi. Per avviare la presunta procedura di recupero, veniva chiesto loro di aprire conti su piattaforme di criptovalute e di versare un primo deposito da 500 euro. Anche in questo caso, secondo gli investigatori, l’obiettivo era colpire una seconda volta persone già danneggiate. Gli operatori usavano pseudonimi e nomi utente, presentandosi come intermediari in grado di aiutare le vittime a rientrare delle perdite.
L’operazione congiunta è stata eseguita il 17 aprile 2026 a Tirana. Sono state arrestate 10 persone. Le perquisizioni hanno riguardato tre call center e nove abitazioni private. Le autorità hanno sequestrato 891.735 euro, 443 computer, 238 telefoni cellulari, 6 computer portatili, oltre a hard disk e DVR che saranno analizzati dagli esperti forensi. All’operazione hanno partecipato il Servizio federale di intelligence criminale austriaco, la Procura austriaca per il contrasto ai reati economici e alla corruzione, la Procura presso il Tribunale di primo grado di Tirana e la Direzione per le indagini sui crimini informatici della Polizia di Stato albanese. Europol ha contribuito alla raccolta dei dati investigativi, mentre Eurojust ha sostenuto il coordinamento tra le autorità coinvolte.
