Albizzate, il trucco della gomma bucata finisce con un calzino pieno di cocaina
Ad Albizzate i carabinieri hanno arrestato un 27enne per droga dopo un controllo nato da una finta gomma bucata. Il piano, secondo la ricostruzione dei militari, doveva sembrare semplice: auto ferma in via Montello, in attesa, e alla vista dei carabinieri assumere uno sguardo preoccupato, controllare la ruota e avere l’aria da automobilista in difficoltà. Peccato che la scena, recitata proprio al passaggio della pattuglia, abbia ottenuto l’effetto contrario. I fatti risalgono allo scorso weekend. L’uomo era fermo a bordo della propria auto lungo via Montello, ad Albizzate, quando, vedendo arrivare i carabinieri, è sceso e si è avvicinato alla ruota sul lato della carreggiata, fingendo un problema al pneumatico. Un gesto che non ha convinto i militari.
🚔 La gomma bucata era una scusa, la guancia no
Durante il controllo i carabinieri hanno notato un rigonfiamento sospetto su una guancia. L’uomo ha provato a giustificarsi, ma non si trattava né di una gomma da masticare né di un improvviso mal di denti. In bocca nascondeva quattro dosi di cocaina già confezionate e termosaldate. La perquisizione ha poi aggiunto un altro pezzo alla storia. Addosso aveva 865 euro in contanti, somma di cui non ha saputo giustificare la provenienza. I militari hanno quindi controllato anche la zona vicino alla ruota a cui si era avvicinato poco prima.
🚔 Il calzino vicino alla ruota
Proprio lì, nei pressi del pneumatico usato per simulare il guasto, i carabinieri hanno trovato un calzino. Dentro non c’erano ricambi d’emergenza, ma altre 26 dosi di cocaina, uguali a quelle che il 27enne aveva nascosto in bocca. L’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Dopo le formalità, è stato condotto al Tribunale di Busto Arsizio. L’episodio resta curioso per il modo in cui è partito il controllo, e per la fantasia con cui è stata ma il quadro contestato dai militari riguarda una vicenda di droga e denaro contante finita davanti all’autorità giudiziaria.
