Ossona, la segretaria comunale deve rispondere al prefetto di Milano a causa dei camini
A Ossona la lunga contestazione sui camini della Cta Srl di via Europa arriva al Prefetto di Milano. La vicenda riguarda Castrese Tufo, cittadino ossonese che da circa 22 anni segnala rumori e polveri verso la propria abitazione e contesta l’orientamento di due camini dell’azienda.
Il passaggio nuovo è la richiesta di chiarimenti partita dalla Prefettura a seguito di una richiesta loro inviata dal dott.Tufo. Non si tratta, però, di una generica richiesta al Comune: la comunicazione della prefettura è stata indirizzata alla segretaria comunale Annecchiarico, con Castrese Tufo in copia. La Prefettura ha chiesto che gli siano forniti tutti gli elementi utili di valutazione, la documentazione relativa ai camini e notizie sulle eventuali iniziative intraprese.
La contestazione sui camini di via Europa
Secondo quanto sostiene Tufo, uno dei camini sarebbe orientato verso il basso e convoglierebbe rumori e polveri verso la sua casa. Il cittadino, negli anni, ha inviato lettere, segnalazioni e diffide alle amministrazioni comunali che si sono succedute, oltre che ad altri enti, senza ottenere una risposta che abbia chiuso la questione.
Nel 2024 Tufo ha commissionato una perizia a proprie spese. Secondo la relazione tecnica da lui richiamata nella lettera inviata a Prefetto, al primo ministro Giorgia Meloni e al presidente Mattarella, per rispettare la normativa vigente i due punti di emissione dei fumi (i camini) dovrebbero essere innalzati verticalmente di almeno tre metri oltre il colmo dei tetti degli edifici circostanti.
Tufo indica l’altezza del capannone della Cta in 18 metri e quella del tetto della propria abitazione in 21 metri. Da qui nasce la contestazione sulla presunta non conformità dei camini rispetto al Regolamento edilizio comunale e al decreto legislativo 152 del 2006, citati nell’esposto.
La perizia e il nodo delle risposte
Tufo sostiene che la perizia del 2024 non sia mai stata presa in considerazione nel merito né dal Comune né da Arpa. Secondo Tufo, le risposte ricevute si sarebbero basate sulle relazioni Arpa, senza però entrare nella valutazione della documentazione tecnica da lui prodotta. Lo scorso febbraio, esasperato dal protrarsi della situazione, Tufo ha presentato un esposto al Prefetto di Milano. Nell’atto ha parlato di una presunta inerzia del Comune di Ossona e ha chiesto un intervento ispettivo, con verifica dei poteri sostitutivi. Ora la Prefettura ha chiesto alla segretaria comunale di fornire ogni elemento utile. Per Tufo è un passaggio importante, perché sposta la vicenda dal piano delle segnalazioni, rimaste senza esito, a quello della ricostruzione formale degli atti.
Perché la richiesta arriva alla segretaria comunale
Il punto procedurale è rilevante. Il segretario comunale non è un organo politico, ma una figura tecnico-amministrativa prevista dall’ordinamento degli enti locali. L’articolo 97 del Testo unico degli enti locali gli attribuisce compiti di collaborazione e assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente, in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti.
La Prefettura, in quanto organo territoriale del governo, può chiedere alla segretaria comunale di fornire documentazione e chiarimenti, proprio per vigilare sulla corretta applicazione delle procedure e accertare eventuali omissioni o errori. Questo è il contesto in cui si inserisce la richiesta della Prefettura alla segretaria comunale e non è un dettaglio secondario. La Prefettura chiede chiarimenti a una figura che, per ruolo, partecipa al funzionamento amministrativo dell’ente e assiste gli organi comunali sotto il profilo della regolarità giuridico-amministrativa.
Nel caso di Ossona, il passaggio ha anche un valore pratico: la segretaria comunale rappresenta una delle figure di maggiore continuità nella macchina amministrativa del Comune avendo lavorato con le varie amministrazioni almeno da 15 anni. Non significa attribuirle responsabilità personali sulle contestazioni di Tufo, che restano da verificare, ma indica perché la richiesta di atti e chiarimenti si concentri ora sul quell’ufficio.
Ora servono documenti e chiarimenti
La vicenda non è chiusa e non c’è ancora un accertamento definitivo sulla fondatezza delle contestazioni. La richiesta della Prefettura apre però una fase diversa: quella in cui dovranno essere messi in fila documenti, valutazioni tecniche, eventuali verifiche svolte e iniziative adottate.
Tufo si dice soddisfatto della comunicazione arrivata dalla Prefettura, perché costringe il Comune a pronunciarsi sulla perizia e sugli atti relativi ai camini. Resta da capire quali documenti saranno trasmessi, quali valutazioni emergeranno e se la questione porterà a ulteriori verifiche.
Per ora c’è un fatto certo: dopo anni di segnalazioni, la contestazione sui camini della Cta Srl entra in una fase formale. Le risposte non saranno più affidate soltanto alle comunicazioni generiche, ma dovranno passare dalla documentazione richiesta dalla Prefettura.
