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Marcallo con Casone, torna l’Insubria Festival tra storia celtica, musica e allegria

A Marcallo con Casone l’Insubria Festival si prepara a riportare nel parco di Villa Ghiotti uno degli appuntamenti più riconoscibili della primavera locale, tra ricostruzione storica, musica dal vivo, laboratori e attività all’aperto. L’evento, organizzato a ridosso della Fiera di San Marco, è diventato negli anni un richiamo non solo per gli appassionati del mondo celtico, ma anche per famiglie e curiosi che vogliono passare una giornata diversa tra stand, accampamenti e dimostrazioni pratiche.

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Anche quest’anno in villa Ghiotti

Il sito ufficiale dell’ Insubriafestival conferma la sede del festival, l’ingresso libero e la struttura generale della manifestazione, con concerti sotto tensostruttura anche in caso di maltempo, aree dedicate ai clan storici, mercatino artigianale, food truck e attività per adulti e bambini. Per il dettaglio completo delle conferenze della nuova edizione, invece, si attende ancora il programma aggiornato pubblicato dagli organizzatori.

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Più che una semplice festa a tema, l’Insubria Festival prova da anni a raccontare le radici storiche e culturali di una parte di Lombardia che guarda al Ticino, a Varese, all’Alto Milanese e fino a Milano. L’associazione Terra Insubre, che organizza il festival, presenta la manifestazione come un appuntamento dedicato alla cultura, alle tradizioni locali e alla rievocazione del periodo celtico, con visite guidate ai campi storici, stage, laboratori e momenti musicali. È questa l’idea che rende il festival diverso da tanti altri eventi di primavera: non solo spettacolo, ma anche tentativo di avvicinare il pubblico a un patrimonio storico che in quest’area continua a lasciare tracce archeologiche e identitarie.

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🛡️ Tra accampamenti, arco e danza irlandese

Il cuore visivo del festival resta quello dei campi storici. Qui i clan di rievocazione non si limitano a sfilare in costume, ma cercano di mostrare come poteva essere la vita quotidiana nelle comunità antiche: abiti realizzati con materiali compatibili con quelli disponibili allora, strumenti manuali, tecniche di lavorazione senza elettricità, uso del fuoco, tessitura, oggetti di uso comune, alimentazione e dimostrazioni pratiche. È anche questo il senso delle visite agli accampamenti: permettere al pubblico di vedere da vicino non una scenografia, ma un lavoro di ricostruzione storica e divulgativa. Il programma ufficiale del festival conferma inoltre, tra le attività, stage e laboratori per adulti e bambini, inclusi tiro con l’arco, tessitura, battitura della moneta e danze.

Tra i momenti più attesi c’è la sfilata dei clan, “La calata degli Insubri”, indicata nel programma ufficiale alle 15, insieme all’apertura continuativa dei campi tra mattina e pomeriggio. Nello stesso impianto del festival rientrano anche i laboratori nell’area del cromlech e le esibizioni che coinvolgono il pubblico. In questo quadro si inserisce anche la presenza dei Gens d’Ys, nome noto nel circuito delle danze irlandesi, attesi sul palco in serata e protagonisti anche di stage pomeridiani pensati per i presenti. Per chi arriva da fuori zona, è proprio questo uno degli aspetti più interessanti: non assistere soltanto, ma entrare materialmente dentro l’esperienza del festival.

🎻 Musica, battaglia storica e il legame con il territorio

Il programma pubblicato sul sito ufficiale del festival indica una parte musicale molto ampia. Nella serata di apertura compaiono Vallorch ed Elvenking. Nelle giornate successive sono indicati, tra gli altri, Gens d’Ys, Lombard Street e Boira Fusca, poi Elias Alexander, Fragment, Bards From Yesterday, Celtic Roses e Valkanorr. Tutti gli eventi musicali, precisa il sito, si svolgono sotto tensostruttura coperta e sono previsti anche in caso di maltempo. È un elemento pratico non secondario per chi sta valutando una visita in famiglia o una serata da passare a Marcallo con Casone nel fine settimana della manifestazione.

Sul fronte storico, uno dei momenti di maggiore richiamo è la grande battaglia rievocativa “Catumara – Magna Pugna”, che il programma associa alla battaglia del Ticino. Attorno a questa scena si raccoglie bene il senso del festival: riportare nel presente la memoria di un’area che, anche dal punto di vista archeologico, conserva legami profondi con le culture protostoriche e dell’età del Ferro. La cultura di Golasecca, documentata nel territorio del Ticino e dell’area tra Lombardia occidentale, Piemonte orientale e Canton Ticino, viene indicata dal Comune di Golasecca come una realtà che si sviluppa dall’età del Bronzo finale e si articola poi tra VIII e III secolo avanti Cristo.

Per la cultura di Canegrate, altro Comune non lontano da Marcallo con Casone, invece, il riferimento corretto è all’età del Bronzo, con la necropoli che ha dato il nome alla cultura omonima e che il Comune di Canegrate ha richiamato di recente in una mostra dedicata ai 70 anni dallo scavo; Treccani la colloca nell’età del Bronzo recente. In altre parole, il festival lavora su un immaginario che qui non nasce dal nulla, ma si innesta su un terreno storico e archeologico reale.

Per le conferenze tematiche, il sito del festival mostra ancora online un programma dettagliato riferito all’edizione 2025, con incontri in sala Cattaneo su spiritualità dei druidi, figure femminili del mondo celtico e simbologie religiose. Per la nuova edizione, però, conviene attendere la pubblicazione ufficiale aggiornata prima di fissare in modo definitivo orari, relatori e temi. Resta comunque chiaro l’impianto dell’evento: una manifestazione che unisce turismo locale, intrattenimento e divulgazione culturale e che può diventare una buona occasione per scoprire o riscoprire chi sono davvero i lombardi.

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Redazione CNNZ

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