Vittuone, il PGT arriva sul filo e riaccende lo scontro politico
A Vittuone il nuovo PGT entra nell’iter con l’adozione in Consiglio comunale. La maggioranza parla di tutela del suolo e rigenerazione urbana, la minoranza attacca tempi e metodo a poche settimane dal voto. Il passaggio dell’8 aprile, però, non chiude la partita: il Piano di governo del territorio dovrà affrontare ancora la fase delle osservazioni e poi tornare in aula per l’approvazione definitiva. È su questo snodo che si concentra ora il confronto politico, perché il documento urbanistico più importante per il paese arriva in un momento delicato della legislatura e finisce inevitabilmente dentro il clima della campagna elettorale.
Per l’amministrazione guidata da Laura Bonfadini il nuovo strumento urbanistico segna un cambio netto rispetto alle logiche espansive del passato. La linea rivendicata dalla maggioranza punta sul contenimento del consumo di suolo, sulla rigenerazione urbana e sulla tutela delle superfici libere e del sistema agricolo. Nelle dichiarazioni diffuse dopo il Consiglio, la sindaca ha parlato di un piano pensato nell’interesse di chi vive, lavora e fa impresa a Vittuone, sottolineando l’azzeramento di nuove previsioni su suolo libero, la concentrazione degli interventi nelle aree già urbanizzate o compromesse e la riduzione delle potenzialità edificatorie in alcuni ambiti.
🌱 Suolo, rigenerazione e i prossimi passaggi
Il Comune lega il nuovo PGT anche ai risultati della valutazione ambientale strategica, sostenendo che il piano migliori l’equilibrio tra sistema insediativo e sistema ambientale, riduca l’impermeabilizzazione dei suoli e si basi su un dimensionamento demografico più aderente alla realtà del territorio. Negli atti pubblicati dal Comune il percorso non viene presentato come una scelta nata nelle ultime settimane: risultano infatti l’avvio della VAS nel 2024, la conferenza dedicata nel marzo 2025 e un questionario partecipativo diffuso nel 2025. Per la maggioranza questi passaggi mostrano che il lavoro sul PGT era aperto da tempo e che dopo l’adozione ci sarà ancora spazio per ulteriori confronti con cittadini, forze politiche, realtà economiche e sociali.
Resta però il nodo procedurale. L’adozione non equivale all’approvazione definitiva e il piano dovrà passare attraverso il deposito degli atti e la raccolta delle osservazioni da parte dei cittadini e di chiunque abai interesse su Vittuone. Solo dopo il Consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi in via finale. Anche per questo il dibattito non riguarda soltanto i contenuti urbanistici, ma pure il calendario scelto per arrivare all’adozione in questa fase finale della consiliatura.
🗳️ Il nodo politico arriva sul filo
La lettura opposta è quella dei consiglieri comunali Enzo Tenti, Claudia Bagatti, Emanuela Grassi, Elena Comerio e Simone Zangrandi, che nel loro comunicato parlano di “ennesimo atto di arroganza amministrativa”. Per la minoranza il PGT è stato adottato in zona Cesarini, a ridosso della presentazione delle liste per le amministrative, dopo anni che vengono descritti come segnati da immobilismo e assenza di visione. Il punto politico, nella loro ricostruzione, è che la Giunta avrebbe scelto di avviare solo ora l’iter finale dello strumento urbanistico, lasciando così al prossimo mandato il peso dei passaggi successivi.
Uno degli aspetti più contestati riguarda proprio i tempi. L’opposizione sostiene che la scansione prevista dalla legge regionale possa allungare da 90 a 150 giorni il termine per decidere sulle osservazioni, con il rischio di scaricare sulla futura amministrazione una parte decisiva del procedimento. Nel comunicato i consiglieri criticano anche l’assenza di un vero coinvolgimento delle minoranze e contestano il ruolo dell’assessore Angelo Gini, definito di fatto “di passaggio”, giudicando quindi poco convincente che un piano destinato a incidere per anni sul territorio venga portato in aula in questa fase conclusiva del mandato.
La distanza tra le due letture, insomma, è netta. Da una parte la maggioranza rivendica un PGT che mette un freno all’espansione edilizia e prova a spostare il baricentro su sostenibilità e rigenerazione. Dall’altra la minoranza non contesta solo il merito, ma soprattutto il metodo e il momento scelto. La vera verifica arriverà nei prossimi mesi, quando il piano entrerà nella fase delle osservazioni e del confronto finale: sarà lì che si capirà se il nuovo PGT riuscirà a reggere non solo sul piano tecnico, ma anche su quello politico.
