L’ombra dei servizi segreti russi dietro ai pacchi che prendono fuoco nei magazzini postali
Una serie di pacchi che si incendiano da soli durante il trasporto ha fatto scattare un’indagine internazionale in Europa. Germania, Lituania, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito hanno unito le forze sotto il coordinamento di Eurojust per ricostruire un’operazione che ha colpito i servizi postali in diversi Paesi europei. Le indagini hanno portato all’identificazione di 22 sospetti tra Lituania e Polonia, ritenuti coinvolti in attività riconducibili ai servizi di intelligence militare della Federazione Russa.
Gli episodi si sono verificati nel 2024 e hanno causato danni alle infrastrutture logistiche e postali coinvolte nel trasporto dei pacchi. Due procedimenti giudiziari sono già stati trasmessi ai tribunali di Lituania e Polonia e i processi potrebbero iniziare entro la fine dell’anno.
🔎 Pacchi incendiari tra aeroporti, magazzini e camion
Nel luglio 2024 quattro pacchi sono stati spediti dalla Lituania verso indirizzi nel Regno Unito e in Polonia. Uno di questi, transitato in un centro di smistamento in Germania, ha preso fuoco all’aeroporto di Lipsia poco prima di essere caricato su un aereo.
Un altro pacco ha preso fuoco in un magazzino nel Regno Unito, mentre in Polonia un terzo dispositivo si è incendiato durante il trasporto su un camion. Un quarto pacco è stato invece sequestrato dalle autorità prima che si attivasse, consentendo agli investigatori di analizzare il dispositivo e valutarne il potenziale distruttivo.
Nel corso delle indagini sono stati individuati anche due cosiddetti “pacchi di prova”, spediti verso Stati Uniti e Canada, oltre ad altri due pacchi trovati ad Amsterdam diretti verso le stesse destinazioni. Anche questi vengono considerati parte di test preliminari.
🛡️ Indagine internazionale coordinata da Eurojust
L’elevato rischio per la sicurezza e la possibilità di nuovi episodi hanno spinto le autorità europee a creare una squadra investigativa comune. Eurojust ha coordinato e finanziato il team composto da investigatori di Germania, Lituania, Polonia, Paesi Bassi e Regno Unito, mentre Europol ha fornito supporto operativo alle indagini.
Gli investigatori hanno ricostruito la struttura dell’operazione: i presunti esecutori sarebbero stati reclutati tramite servizi di messaggistica online. Le attività erano suddivise tra più persone e i compensi venivano spesso pagati in criptovalute. Tra i sospettati figurano persone provenienti da Russia, Lettonia, Estonia, Lituania e Ucraina, spesso in condizioni socio-economiche difficili. Secondo gli investigatori, le attività sarebbero state svolte per conto del servizio di intelligence militare della Federazione Russa.
Le autorità dei diversi Paesi coinvolti si sono riunite più volte presso Eurojust per coordinare le indagini, individuare collegamenti con altri episodi simili e preparare i procedimenti giudiziari. Attualmente sono stati identificati 22 sospetti tra Polonia e Lituania. Due casi sono già stati trasmessi ai tribunali dei rispettivi Paesi e l’avvio dei processi è atteso nel corso dell’anno. Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri episodi di sabotaggio o incendi dolosi avvenuti in Europa.
