Milano, Rogoredo. Cinturrino negativo al test del capello: smentite le accuse sull’uso di droga
A Milano, una novità nel caso di Rogoredo che vede indagato l’assistente capo della polizia di stato Carmelo Cinturrino. Sono arrivati i risultati del test tossicologico del capello e sono negativi. Nessuna traccia di sostanze stupefacenti nei mesi precedenti al prelievo. L’esame, eseguito nell’ambito delle verifiche difensive, ha una finestra temporale ampia e consente di rilevare eventuali assunzioni anche a distanza di tempo. L’esito è netto: assenza di droghe.
Il nome dell’agente era finito al centro di articoli e ricostruzioni mediatiche che riportavano dichiarazioni di frequentatori dell’area del bosco di Rogoredo, dove il 28enne Abderrahim Mansouri, è stato ucciso durante un controllo antidroga. In quelle testimonianze si parlava di presunti comportamenti legati alla droga.
Oggi c’è un riscontro tecnico che smentisce quell’ipotesi: il test del capello negativo. L’inchiesta della Procura di Milano sull’omicidio volontario resta aperta e riguarda la dinamica dello sparo e l’aver portato la pistola finta sul luogo. Ma sul fronte dell’uso di sostanze, allo stato di quanto riferito, non risultano evidenze e mette in dubbio tutta la serie di testimonianze che accusavano il poliziotto di corruzione.
Il dato scientifico è però uno solo e pesa nel dibattito pubblico che continua a dividere l’opinione pubblica. Da una parte chi chiede rigore assoluto nell’accertamento delle responsabilità, dall’altra chi invita a distinguere tra fatti verificati e dichiarazioni provenienti da ambienti marginali e di non dimenticare le condizioni in cui tutto è successo e di chi fosse Mansouri.
