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Dubai, Guido Crosetto rientra in Italia su un aereo militare: la famiglia resta negli Emirati

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha lasciato Dubai e gli Emirati e sta rientrando in Italia su un aereo militare dopo lo stop ai voli civili legato all’escalation tra Iran e asse Usa-Israele. La famiglia, invece, resta sul posto. Nelle ore in cui secondo la Farnesina, molti italiani, circa 200 studenti e secondo la stampa sportiva anche due squadre di volley, risultavano bloccati nell’area, la vicenda del ministro ha alimentato un caso politico, con richieste di chiarimenti e attacchi sui social. Secondo quanto riferito oggi, il ministro ha lasciato Dubai via terra: un trasferimento, in zone piuttosto desertiche, di circa 500 chilometri fino a Mascate, in Oman, insieme a un piccolo gruppo di persone rimaste in zona.

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Da lì è previsto il rientro in Italia a bordo di un volo di Stato dell’Aeronautica militare italiana. Il ministro ha spiegato pubblicamente che tornerà da solo, lasciando la famiglia negli Emirati, “per evitare di esporre altri a rischi” in una fase considerata delicata. È plausibile che la frase sia legata al fatto che in queste ore è considerabile più pericoloso volare in quei cieli piuttosto che rimanere a terra a Dubai.

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Guido Crosetto ha anche aggiunto di aver disposto un pagamento maggiorato rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti sui voli di Stato, con l’obiettivo dichiarato di disinnescare le polemiche sull’uso del velivolo militare. Per come è stata descritta a me è sembrata una “uscita in sicurezza”, effettuata prima che la situazione diventasse troppo instabile, che è plausibile , in via preventiva, anche se i rischi in zona sono ancora bassi. In Oman e in Arabia Saudita i voli sono regolari.

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Nel frattempo, Crosetto ha rivendicato di aver continuato a seguire i dossier di competenza anche dall’estero, sostenendo di aver mantenuto i contatti necessari in una situazione che nelle stesse ore stava creando allarme tra chi non riusciva a ripartire con i normali collegamenti aerei.

La polemica politica e le richieste di chiarimenti

Le opposizioni al governo hanno attaccato la scelta del rientro con un aereo militare ma soprattutto la trasferta negli Emirati in un momento di forte tensione nell’area. Dal Movimento 5 Stelle è arrivata la richiesta di dimissioni e l’annuncio di un’interrogazione parlamentare, mentre online si sono moltiplicati commenti e ironie.

Crosetto ha replicato definendo “bassa” la polemica e respingendo l’idea di una mancanza istituzionale. Sul fronte governo, la vicenda ha avuto riflessi immediati: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato di non essere stato informato in anticipo della presenza di Crosetto a Dubai, mentre il vicepremier Matteo Salvini ha spiegato di averlo sentito durante le riunioni svolte nelle ore della crisi.

Il nodo politico, nelle ultime ore, si è concentrato su due piani: da un lato l’opportunità della trasferta personale e la gestione del rientro; dall’altro la tenuta dei canali informativi e di coordinamento in una giornata segnata da decisioni rapide e scenari in evoluzione.

Quello che mi colpisce, da cittadina, è la percezione di impreparazione che questa vicenda può lasciare. Non sappiamo quali informazioni fossero disponibili, chi le avesse e con quali tempi siano state condivise tra governo, Farnesina e strutture di analisi. Però, visto che di un possibile attacco e della capacità di risposta iraniana si discute pubblicamente da mesi, è legittimo chiedersi se i livelli di allerta e coordinamento fossero adeguati. La percezione di sicurezza che ne deriva resta un tema politico.

Cosa succede ora per i collegamenti e gli italiani bloccati

Con i voli civili condizionati dalle chiusure e dalle limitazioni sullo spazio aereo, resta aperta la partita del rientro per gli italiani che si trovano nell’area del Golfo. Secondo le ultime stime della Farnesina sono circa 20mila persone. Crosetto, nelle sue comunicazioni pubbliche, ha assicurato di essere al lavoro anche su questo fronte, mentre il caso politico continua a tenere banco tra richieste di informazioni e botta e risposta tra maggioranza e opposizioni.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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