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Milano, i Verdi confermano l’espulsione di Gilberto Rossi: “non rappresenta il partito

Milano, i Verdi confermano l’espulsione di Gilberto Rossi, che fino almeno a settimana scorsa si presentava, a Ossona e nel territorio, come loro rappresentante. Secondo quanto saputo in redazione, Gilberto Rossi non può più rappresentare il partito, a nessun livello, nè a Ossona nè altrove. La conferma dell’espulsione arriva direttamente da fonti interne del partito dei Verdi, che in questi giorni hanno ribadito un punto netto: Rossi “non fa più parte dei Verdi” e “non può più parlare a nome dei Verdi”. L’espulsione risalirebbe a circa un mese fa.

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È un passaggio che, sul piano politico, chiude la questione della rappresentanza. Sul piano pratico, però, non la spegne perchè Rossi continuerebbe a muoversi come se fosse ancora parte del partito, anche attraverso la presenza fisica negli spazi. Dall’interno del partito dei verdi segnalano infatti anche che nonostante sia stato informato del suo stato, l’uomo continuerebbe a utilizzare simboli e nome dei Verdi, presentandosi anche nelle loro sedi, a convegni e a riunioni, alimentando confusione dentro e fuori dall’organizzazione. “Non è più un problema nostro”, dicono, ma intanto in alcuni video pubblicati online Rossi si presenta come legato ai Verdi, anche a livello lombardo, e anche se nel partito si ribadisce che non ha più titolo per farlo.

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🟢 La linea dei vertici e il nodo della rappresentanza

Il punto più delicato, per chi guida il partito, è la distanza tra la posizione formale e ciò che, secondo le fonti interne, continuerebbe ad accadere sul territorio. Le stesse fonti riferiscono che, nonostante l’espulsione, Rossi continuerebbe a girare “con la bandiera dei Verdi”. In alcuni video pubblicati online e su canali social, Rossi appare mentre si presenta come legato ai Verdi/Europa Verde anche a livello lombardo. Un comportamento che, secondo quanto segnalato, rischia di far credere a iscritti e cittadini che parli ancora a nome del partito, soprattutto quando interviene in contesti pubblici o online.

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Sempre secondo quanto riferito, tra gli elementi che hanno contribuito al provvedimento ci sarebbero delle contestazioni sull’utilizzo del nome dei Verdi attraverso pagine Facebook non riconducibili alla comunicazione ufficiale e che contengono messaggi non riconosciuti o attribuibili al partito stesso. La preoccupazione, riportata dalle stesse fonti, è che contenuti e prese di posizione pubblicate in quel modo possano esporre il partito a conseguenze sul piano legale.

🗣️ Il convegno e la frase sulla coalizione a Milano

C’è poi un episodio che, a detta delle nostre fonti, avrebbe pesato sul clima interno: in un convegno dell’area di sinistra tenutosi alla presenza di consiglieri comunali di maggioranza di Milano, Rossi avrebbe preso la parola “a nome dei Verdi” dichiarando che il partito usciva dalla coalizione che regge il Comune stesso. Anche in questo caso, secondo quanto riferito, è stato messo un punto fermo: quella posizione non sarebbe stata autorizzata e, soprattutto, non potrebbe essere attribuita ai Verdi se pronunciata da chi non aveva titoli per farla.

Al momento, la ricostruzione della vicenda che ha portato all’espulsione di Gilberto Rossi dal suo ormai ex partito è basata sulle dichiarazioni di fonti interne che la confermano e segnalano le condotte considerate problematiche sul piano dell’immagine, della rappresentanza e anche dei rapporti con gli altri aderenti al partito. La redazione resta disponibile, ovviamente a riportare eventuali precisazioni o repliche, sia del partito sia di Gilberto Rossi, nel rispetto dei fatti verificabili e della continenza delle notizie. Lo spazio commenti qui in basso è a loro disposizione.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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