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Ossona, inveisce contro i ragazzi dell’oratorio e rompe la bacheca. Poi chiama il 112

A Ossona, la sera di giovedì 23 gennaio, il montaggio di una bacheca costruita dal gruppo di Giovanissimi dell’oratorio San Luigi, in via Baracca, è finito al centro di un episodio che ha visto anche l’intervento dei carabinieri. Secondo la ricostruzione dei presenti, un uomo adulto di circa 48 anni, residente a Ossona e identificato come Gilberto Rossi, ha iniziato ad attaccare verbalmente i ragazzi, urlando contro di loro espressioni blasfeme, mentre stavano completando l’installazione del piccolo manufatto che avevano costruito per appendere i risultati delle partite, gli avvisi delle riunioni o delle feste dell’oratorio.

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La bacheca, riferiscono i testimoni, era stata costruita come progetto dei ragazzi. Durante le operazioni di montaggio serali, Rossi si è rivolto al gruppo accusandolo di “fare politica” con quella bacheca e sostenendo che l’iniziativa avrebbe avuto lo scopo di “plagiare” i giovani “con la religione” per “farli diventare tutti fascisti”. Le frasi, riportate da chi era sul posto, hanno creato tensione e hanno messo in difficoltà i minorenni presenti.

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A quel punto, sempre secondo quanto ricostruito, alcuni adulti che arrivavano in auto lungo la via Baracca si sono fermati, vedendo i ragazzi in difficoltà, e hanno cercato di fare da scudo e di calmare la situazione. Non si tratta di “gruppi organizzati” o persone legate a contesti particolari: erano 2 cittadini che, passando, hanno assistito alla scena e hanno ritenuto necessario intervenire per tutelare i ragazzi. Alcuni dei ragazzi hanno chiamato i genitori che si sono precipitati in oratorio.

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🚔 La chiamata al 112 e le accuse davanti ai carabinieri

In questa fase, prima che i genitori dei ragazzi arrivassero sul posto, Rossi ha rotto una delle bacheche e distrutto quello che era appeso nella bacheca dedicata al giornalino parrocchiale, il “Luigino”. Poi ha chiamato il 112. Quando sono arrivati i carabinieri, riferiscono i presenti, l’uomo ha accusato gli adulti che si erano fermati a difendere i ragazzi dell’oratorio di essere i mafiosi che lo perseguitano e che gli buttano le bucce dei mandarini nel cortile. Un’accusa pesante, pronunciata – secondo i testimoni – davanti ai militari intervenuti.

Resta centrale un passaggio: l’episodio non si è limitato alle contestazioni verbali. Sempre secondo la ricostruzione fornita dai presenti, la bacheca è stata gravemente danneggiata. Chi era sul posto parla di un gesto volontario che ha mandato in pezzi il lavoro dei ragazzi. Rossi avrebbe sostenuto che la bacheca fosse irregolare per assenza di bolli o autorizzazioni comunali.

Il regolamento comunale del Canone unico patrimoniale di Ossona invece prevede l’applicazione del tributo alle esposizioni pubblicitarie visibili da luogo pubblico e aventi rilevanza economica. Resta da verificare, secondo i criteri previsti dal regolamento stesso, se una bacheca con gli avvisi di un oratorio rientri fra le attività a rilevanza economica. L’eventuale valutazione sull’assoggettamento al canone spetta, comunque, esclusivamente agli uffici comunali competenti. Da quanto riferito, Rossi avrebbe chiesto l’intervento dei carabinieri sostenendo che i presenti dovessero essere fermati e identificati, sia i ragazzi dell’oratorio sia le persone che si sono fermate a difenderli.

Non risultano feriti, ma la vicenda ha lasciato dietro di sé un impatto evidente: per i minorenni coinvolti la serata si è trasformata in una situazione di forte pressione, con un adulto che li attacca in modo acceso, l’arrivo delle forze dell’ordine e la loro bacheca rotta. L’oratorio ha pubblicato la foto del danneggiamento su Facebook con un messaggio che mostra tutto il danno effettuato.

La vicenda, per la gravità delle frasi, dell’atteggiamento tenuto da Rossi e per il danneggiamento del lavoro dei ragazzi, apre anche un tema di sicurezza e di tutela: quando dei minorenni vengono coinvolti in un confronto aggressivo con un adulto in uno spazio pubblico, l’attenzione si sposta immediatamente sulla protezione dei ragazzi e sulla gestione corretta delle segnalazioni alle forze dell’ordine.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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