Verso il referendum del 22-23 marzo, il PD ha illustrato a Milano le ragioni del No
In vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma della giustizia, lo scorso 31 gennaio a Milano è intervenuto anche il presidente dei senatori del Partito Democratico on. Francesco Boccia, che ha invitato gli elettori a votare “No”. Il parlamentare ha partecipato all’incontro pubblico “Un’altra storia, l’alternativa nel mondo che cambia”, organizzato dalla Fondazione Demo del PD, durante il quale ha illustrato le ragioni contrarie alla riforma approvata dal Parlamento.
Secondo Boccia, la revisione costituzionale rappresenterebbe “una riforma imposta dal governo” e non un intervento condiviso dal Parlamento. Nel suo intervento ha sostenuto che le modifiche previste non inciderebbero sull’efficienza della giustizia né sulla durata dei processi e che altererebbero l’equilibrio tra i poteri dello Stato previsto dalla Costituzione.
Il senatore ha inoltre criticato il ruolo dell’esecutivo durante l’iter parlamentare, affermando che il governo avrebbe avuto un protagonismo diretto nella stesura del testo, citando in particolare l’azione del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Nel merito della riforma, Boccia ha dichiarato che il nuovo assetto “indebolirebbe la funzione di controllo della magistratura e concentrerebbe potere verso l’esecutivo”, invitando quindi gli elettori a respingere la modifica costituzionale. “Votare No – ha affermato – significa difendere la Costituzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.
Il referendum confermativo riguarderà la revisione di alcune norme costituzionali in materia di ordinamento giudiziario e istituzione della Corte disciplinare. Gli elettori saranno chiamati alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.
