Castano PrimoMilano città metropolitana

Castano Primo. All’ Istituto Torno si studia col giubbotto: studenti in sciopero, “così non si va avanti”

A Castano Primo, all’istituto superiore “Giuseppe Torno”, la protesta degli studenti è tornata a farsi vedere dopo giorni di tensione e disagi legati a problemi strutturali e di manutenzione della struttura. Aule fredde, infiltrazioni d’acqua e servizi igienici in condizioni critiche sono finiti al centro del malcontento. Una situazione che vede uniti nella protesta ragazzi, famiglie e insegnanti e personale, e che va avanti da mesi. Questa mattina i ragazzi hanno interrotto le lezioni e sono usciti da scuola con dei cartelli a protestare. Lunedì la mattinata era già stata segnata da difficoltà che hanno portato la scuola al limite della sopportazione, con sopralluoghi anche da parte di Vigili del Fuoco e carabinieri.

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Il nodo principale, raccontano gli studenti e chi lì vive e lavora ogni giorno, è un quadro fatto di criticità diverse che si sommano. Ci sono classi dove il riscaldamento non garantisce continuità e dove si finisce per seguire le lezioni con addosso giubbotti e abbigliamento pesante. Il freddo e il dover stare seduti, non aiuta la concentrazione e lo studio. Anzi, blocca le attività. I ragazzi vanno a scuola con indumenti termici e tengono addosso i giubbotti perché stare in classe al freddo è diventato normale. Un dettaglio che, più di altri, fotografa la sensazione di vivere una quotidianità scolastica fuori standard.

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A pesare, però, non è solo la temperatura. Lunedì mattina alcuni bagni sono stati chiusi per lavori che, secondo quanto riferito, non sarebbero nemmeno partiti. Risultato: studenti costretti a spostarsi da un’area all’altra dell’istituto per trovare una toilette utilizzabile, con conseguenti ritardi e ulteriore nervosismo. Nelle stesse ore, il malcontento è cresciuto.

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🚒🚔 Sopralluoghi e “monitoraggio”: la settimana dei controlli

Ad inizio settimana, con la situazione in fermento, a scuola sono arrivati anche Vigili del Fuoco e carabinieri. Le verifiche si sono concentrate sulle aree più problematiche, in particolare quelle segnate da infiltrazioni e controsoffitti ammalorati. Il tema, qui, è la sicurezza: l’acqua piovana che entra, i pannelli della controsoffittatura che rischiano di cadere sugli studenti e sugli insegnanti durante le lezioni. Episodi già visti anche lo scorso anno. Proprio le infiltrazioni, infatti, vengono indicate come uno dei problemi più ricorrenti all’interno dell’edificio che ospita l’istituto Torno.

L’anno scorso, in alcune zone, i pannelli del controsoffitto erano caduti: era scattato l’allarme e richieste di intervento. Una situazione che a quanto pare non si è risolta del tutto. I ragazzi, nelle ore della protesta, hanno ribadito un punto semplice: studiare è un diritto, ma farlo in condizioni di sicurezza e dignità dovrebbe essere la base, non un obiettivo da inseguire.

🏛️ Fondi stanziati, lavori attesi: la partita su bagni e manutenzioni

L’immobile dell’istituto appartiene a Città metropolitana, la ex provincia di Milano, che è la responsabile dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. A proposito dei servizi igienici, c’è un finanziamento concesso da Regione Lombardia a Città Metropolitana. Sul tavolo ci sono poco più di 400 mila euro per avviare la riqualificazione, ma il preventivo per l’intervento complessivo supererebbe il milione di euro. È proprio questo scarto, insieme ai tempi di partenza dei lavori, ( che non sono partiti) a far crescere la frustrazione: per studenti e famiglie, le risorse annunciate non si sono ancora tradotte in un miglioramento concreto, mentre nel frattempo le lezioni saltano e le giornate diventano una corsa a ostacoli.

Nel frattempo, la scuola prova a tenere insieme didattica e gestione dell’emergenza quotidiana. Ma la protesta, almeno per ora, sembra destinata a ripetersi se non arriveranno rassicurazioni rapide su tempi e modalità degli interventi. E il segnale lanciato dai cartelli degli studenti è chiaro: non si tratta di un episodio isolato, ma di una tensione che si trascina e che chiede una risposta “visibile”, non solo promessa.

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