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Il bullismo non è uno scherzo”: a Pero le storie che lasciano Cicatrici Invisibili. Presentazione del libro di Valentina Giacalone

Un incontro sul bullismo e sul cyberbullismo, organizzato dall’Associazione Aperta-Mente di Pero, che ha messo al centro le storie, le ferite invisibili e il valore della testimonianza. È quanto andato in scena al Centro Greppi di Pero, dove studenti, famiglie, insegnanti e associazioni del territorio si sono ritrovati per una serata di confronto e ascolto.

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Il filo conduttore dell’iniziativa è stato Cicatrici invisibili, il libro scritto da Valentina Giacalone, 22 anni, che ha raccontato la propria esperienza personale come vittima di bullismo vissuta durante gli anni delle scuole superiori. Un percorso doloroso, trasformato in racconto pubblico per rompere il silenzio e chiarire come il bullismo non sia “uno scherzo”, ma lasci segni profondi e duraturi.

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Il messaggio è stato richiamato anche dal titolo della serata, “Il bullismo non è solo uno scherzo – Cicatrici invisibili”, ospitata venerdì 6 febbraio 2026 al Centro Greppi di Pero. Un’espressione che riassume il senso dell’incontro: le ferite che non si vedono sono spesso quelle che fanno più male.

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Accanto a Valentina Giacalone c’è l’associazione Non Solo Moda, che gestisce insieme alla madre Filomena Cervo, che, con suo atelier, ha creato una realtà che utilizza moda, fotografia e arte come strumenti inclusivi e di sensibilizzazione. Attraverso sfilate e progetti artistici, l’associazione lavora contro stereotipi, bullismo e cyberbullismo, rimettendo al centro la persona, la sua bellezza intrinseca e la sua dignità.

📚 Scuola e testimonianza diretta

Uno dei passaggi più significativi dell’incontro ha riguardato il ruolo della scuola come luogo di prevenzione e ascolto, anche se Valentina ha ricordato che, nella sua esperienza personale, gli insegnanti non erano stati sensibili ai problemi con i suoi compagni di classe e avevano minimizzato la situazione, definendo lei ipersensibile. L’incontro con gli insegnanti e i referenti culturali dell’istituto Einaudi di Magenta ha però ricucito il suo rapporto con la scuola.

Con la promozione dell’associazione Adel, la sua testimonianza e il suo libro sono stati il centro di un progetto che ha sottolineato come la testimonianza diretta abbia un impatto molto più profondo rispetto agli approcci esclusivamente didattici. Quando i ragazzi ascoltano chi ha vissuto certe esperienze sulla propria pelle, l’attenzione cambia: non si tratta più di concetti astratti, ma di emozioni reali.

Un confronto che favorisce empatia e consapevolezza, due elementi spesso carenti nella società odierna. In questo percorso si è inserita anche la collaborazione con l’Istituto Einaudi di Magenta, che ha ospitato e sostenuto le attività di sensibilizzazione, portando il progetto direttamente tra i banchi di scuola, coordinato dalla professoressa Monia Valeriano e dal professor Tommaso Malato.

Il professor Tommaso Malato ha sottolineato che “Seguendo le testimonianze di Valentina, in qualche modo si sono sentiti più forti, con “le spalle più larghe”, per usare un’espressione semplice ma efficace. Dovevano andare avanti nella vita e queste testimonianze li hanno aiutati a crescere. Alcuni erano più sensibili, altri meno, ma in ogni caso ne sono usciti rafforzati”.

Toccanti anche le parole, leggermente introspettive e sincere, della professoressa Monia Valeriano: “La prima agenzia educativa è la famiglia, la seconda è la scuola. Ed è nostro dovere sensibilizzare i ragazzi. Trovo che le testimonianze siano fondamentali. Ringrazio la presidente dell’associazione Adel perché mi ha permesso di conoscere la dottoressa Paola Tagliano e Valentina. Per me è stata una grande fortuna. Soprattutto noi insegnanti di lettere, quando riceviamo i lavori dei ragazzi dopo queste esperienze didattiche dirette, di contatto con la voce del testimone, ci rendiamo conto che percepiscono tutto. “

“Quando arrivano testimoni che parlano in prima persona della loro esperienza, l’atteggiamento dei ragazzi cambia: non sono annoiati, non sentono discorsi ripetuti, ma nasce una vera comprensione. Oggi si parla spesso di leggi contro le parole d’odio, perché le parole generano a loro volta odio. La violenza delle parole non è così lontana dalla violenza fisica o psicologica, e abbiamo visto quanto abbia fatto soffrire Valentina.”

🛑 Bullismo come violenza, il messaggio di Eliana Mereghetti

Durante la serata è intervenuta anche Eliana Mereghetti, presidente dell’Associazione Adel di Ossona, che ha ribadito come il bullismo vada riconosciuto per ciò che è: una forma di violenza, che colpisce in modo particolare gli adolescenti in una fase delicata di costruzione dell’identità.

Secondo Eliana Mereghetti, le vittime sono spesso persone prese di mira proprio per essere sminuite, con conseguenze che portano alla perdita di autostima, di voce e di valore personale. Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il ruolo delle famiglie: non basta lavorare solo sui ragazzi, ma è necessario coinvolgere anche i genitori, evitando di minimizzare o liquidare tutto come uno scherzo.

🖼️ “Fiori calpestati”, l’arte come rinascita

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il progetto fotografico Fiori calpestati, curato da Simona Foi in collaborazione con l’associazione Non Solo Moda. Un lavoro di foto artistiche e veli colorati che nasce dal parallelo tra natura e animo umano, entrambi fragili e forti, spesso violati. I fiori diventano metafora di identità offuscate da parole, sguardi e ferite invisibili, ma anche simbolo di rinascita e speranza. L’auspicio è che ogni fiore possa tornare a sbocciare libero dalla paura.

🗣️ Le parole che lasciano il segno

Cesare Gariboldi, presidente Corecom  regione Lombardia, al Centro greppi di Pero

Nel corso della serata è intervenuto anche il presidente del Corecom di regione Lombardia, Cesare Gariboldi, che ha richiamato l’attenzione sul peso delle parole e sul caso di Carolina Picchio, morta nel 2013 dopo essere stata vittima di cyberbullismo. Un esempio citato per ricordare come le ferite psicologiche possano essere più devastanti di quelle fisiche. L’incontro si è chiuso con i saluti del sindaco di Pero, con la firma copie del libro di Valentina Giacalone e con l’annuncio dei prossimi appuntamenti sul territorio, a conferma di un percorso che non si ferma a una sola serata.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima come cronista, critica gastronomica e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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