Rapina a Lonate Pozzolo e caos al pronto soccorso di Magenta: L’on. Fabrizio Cecchetti interroga il Viminale
La rapina in abitazione a Lonate Pozzolo e i disordini scoppiati nelle ore successive davanti al pronto soccorso di Magenta, causati da parenti e amici del rapinatore morto, arrivano in Parlamento. Il deputato lombardo Fabrizio Cecchetti ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Interno per fare piena chiarezza su quanto accaduto e sulle conseguenze in termini di ordine pubblico.
Per dare una spiegazione piena della preoccupazione nata con l’episodio, devo scrivere anche che in quelle ore circa 200 persone di etnia rom, parenti e amici del rapinatore deceduto, hanno tentato di entrare a forza nel pronto soccorso dell’ospedale e hanno rotto la porta di accesso. Per fermali hanno dovuto intervenire in forze i carabinieri della stazione di Magenta, coadiuvati dalle radiomobili della compagnia di Abbiategrasso.
Si è saputo poi che si trattava questi amici e parenti erano persone che hanno domicilio nel campo di Largo Unione Sovietica a Torino. La velocità con cui si sono radunati davanti all’ospedale Fornaroli ha dato piena coscienza che queste persone non erano certamente partite da Torino e dintorni, ma si trovavano probabilmente già in zona. Stavano, cioè, “facendo qualcosa” nei comuni nei dintorni di Magenta e dell’altomilanese.
L’interrogazione parlamentare
L’atto parlamentare prende le mosse, quindi, dal grave episodio avvenuto a Lonate Pozzolo, dove un giovane che stava riposando dopo un turno di lavoro notturno, è stato aggredito nella propria abitazione. Secondo quanto ricostruito nelle prime fasi delle indagini, il proprietario di casa ha reagito per difendersi, dando origine a una colluttazione che ha avuto esiti drammatici. Un fatto che, come l’on. Fabrizio Cecchetti ha sottolineato, rientra chiaramente nell’ambito della legittima difesa. “Desidero innanzitutto esprimere la piena solidarietà a Jonathan Rivolta e alla sua famiglia, colpiti da una violenza avvenuta tra le mura domestiche, luogo che dovrebbe essere per definizione il più sicuro. Dalle prime ricostruzioni emerge con chiarezza la legittima difesa del proprietario di casa.”
Infatti il 30enne portava chiaramente i segni dei pugni e delle botte datagli dai rapinatori che non sono scappati quando si sono resi conto che la casa era abitata, ma hanno trasformato il furto in una violenta rapina, che ha seriamente temuto per la sua vita.
🏛️ L’interrogazione al Ministro dell’Interno sia sulle rapine sia sulla sicurezza negli ospedali
Quanto accaduto riporta, infatti, al centro il tema della sicurezza dei cittadini. Nell’interrogazione depositata alla Camera, lìon. Cecchetti chiede al Viminale di accertare ogni responsabilità legata al tentativo di rapina e di valutare le misure necessarie per prevenire episodi simili ed estende la richiesta di controlli a quanto accaduto a Magenta, perchè la sicurezza va garantita anche nei “presidi sensibili”, dove si va nei momenti in cui si è più fragili, cioè gli ospedali.
Commentando la vicenda posso anche sottolineare che la sicurezza di malati e sanitari, durante il caos creato all’ospedale di Magenta, la hanno garantita i carabinieri in emergenza, spostando personale che stava già compiendo altri compiti importanti. Il fatto però è a monte: non è infatti tollerabile che ci siano persone che credono che organizzarsi per comportarsi come si sono comportati i parenti e gli amici del rapinatore defunto sia lecito.



