Sedriano. Spara contro i poliziotti dopo una rapina
Lo scorso 9 gennaio, a Sedriano, la Polizia di Stato ha arrestato due uomini di etnia rom di 32 e 23 anni, con precedenti, accusandoli di rapina in concorso. Quella mattina in via Venezuela, a Milano, un 59enne italiano era stato rapinato di orologio, cellulare e chiavi dell’auto. Gli agenti hanno ricostruito la fuga dei rapinatori e sono arrivati fino al parcheggio del centro commerciale a Sedriano, dove si sono trovati in una situazione ad alta tensione.
Dopo la rapina in via Venezuela i due rapinatori sono fuggiti con l’auto della vittima e si sono allontanati rapidamente. L’uomo, oltre agli oggetti sottratti, si è ritrovato senza il mezzo e senza le chiavi, ma è stato questo l’elemento che ha permesso agli agenti di concentrare subito le ricerche su spostamenti e possibili tentativi di “sparire” dalla zona. Avendo la targa e il modello dell’auto, è stato possibile seguire la fuga dei rapinatori con le telecamere dei varchi stradali.
👮♂️ Dalla geolocalizzazione al parcheggio di Sedriano
A far stringere il cerchio intorno ai rapinatori è stata però la geolocalizzazione del telefono rubato. La Squadra Investigativa del Commissariato Bonola, seguendo la traccia del dispositivo, ha individuato i due sospettati nel parcheggio del centro commerciale di Sedriano. È lì che gli agenti sono intervenuti per arrestarli. Alla vista dei poliziotti, però, il 23enne ha reagito con violenza: si è scagliato contro un agente e, durante la colluttazione , è riuscito a sottrargli la pistola. Con l’arma ha esploso due colpi, fortunatamente senza colpire nessuno. E’ stato bloccato sul posto. Il 32enne è invece fuggito, ed è stato fermato poco dopo all’interno del centro commerciale.
👮♂️ Le accuse e il carcere
Per entrambi l’accusa contestata è rapina in concorso; per il 23enne l’accusa è anche di tentato omicidio, in relazione ai colpi esplosi dopo essersi impossessato dell’arma. Conclusi gli accertamenti di rito, i due sono stati portati nel carcere Francesco di Cataldo, San Vittore di Milano. Come previsto, le responsabilità saranno valutate nelle sedi giudiziarie.


