UE-Mercosur. Oggi la protesta degli agricoltori nei palazzi di Regione Lombardia
A Milano la protesta degli agricoltori sull’UE-Mercosur torna a farsi vedere e sentire. Nella mattinata di oggi, giovedì 9 gennaio 2026, circa un centinaio di trattori sta raggiungendo piazza Duca d’Aosta, davanti Palazzo Pirelli, sede di Regione Lombardia, per una manifestazione contro le politiche europee e l’accordo UE-Mercosur.
Il corteo è composto da agricoltori aderenti al movimento Riscatto Agricolo Lombardia, arrivati da diverse province lombarde. La scelta del luogo non è casuale: una delle piazze più visibili della città, simbolo di passaggio e mobilità, per portare il disagio delle campagne nel cuore di Milano.
Alla base della mobilitazione c’è una contestazione netta del sistema attuale. Gli agricoltori denunciano un paradosso che, a loro dire, dura da anni: mentre i prezzi dei prodotti alimentari continuano a salire sugli scaffali della grande distribuzione organizzata, i compensi riconosciuti a chi produce sono in costante calo.
🚜 Accordi europei nel mirino
Al centro della protesta c’è l’accordo UE-Mercosur, considerato dagli agricoltori uno dei fattori che aggravano la crisi. Una mobilitazione che non è solo lombarda ma coinvolge anche altri Paesi europei come Francia, Spagna e Grecia.
📺 Critiche al racconto mediatico
Il Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani contesta il modo in cui la protesta viene raccontata da alcuni media e chiede un’informazione corretta sulle ragioni della mobilitazione e sulla crisi del settore.
🧭 Assemblea pubblica nel pomeriggio
Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, è prevista un’assemblea pubblica in piazza Duca d’Aosta durante la quale verranno presentate le proposte degli agricoltori per uscire dalla crisi.
Si tratterà di un’assemblea piuttosto calda quanto in questi momenti è arrivata la notizia del via libera dell’accordo UE-Mercosur da parte della commissione europea. La notizia è stata portata dal parlamentare Gianmarco Centinaio, della Lega,che in questo momento è in piazza Duca d’Aosta con gli agricoltori. Secondo quanto scritto dagli agricoltori sulle loro pagine Facebook questa decisione sancisce la fine dell’Agricoltura italiana, non ne siamo pronti per scommettere che ci saranno ancora spazi per battersi e poter contare ancora sulla sicurezza alimentare che le produzioni italiane possono garantire.


